Crollano i consumi
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fonte:
- Milanofinanza.it
In Sicilia la disoccupazione è endemica. Per il Codacons serve un intervento del governo. Famiglie in difficoltà di Carlo Lo Re Un quadro davvero drammatico quello tracciato da Bankitalia e da Confcommercio riguardo i dati inerenti crisi e potere d’ acquisto nel nostro Paese. Quadro che diviene tragico in Sicilia, perché aggravato da una disoccupazione generale ormai endemica, che è passata (dati Istat) dal 14,7% del 2010 al 18,6% del 2012. A Catania, cuore economico-finanziario dell’ Isola, è poi cresciuta dal 12 al 16,3%. Contemporaneamente rimane altissimo il numero di coloro che un lavoro non ce l’ hanno, né lo cercano più, con un tasso di inattività complessiva 2012 del 51,5% a Catania e del 49,2% in tutta la Sicilia. Impietoso l’ Indicatore dei consumi di Confcommercio, che a gennaio ha registrato un calo del 3,7% della domanda relativa ai servizi e del 2,0% della spesa per i beni. I dati dall’ organizzazione di categoria dei commercianti italiani attestano il crollo della domanda da parte dei cittadini, con fortissime riduzioni degli acquisti sostanzialmente in tutti i settori. Drastiche riduzioni che si riverberano nella chiusura di esercizi, come è semplice notare anche solo passeggiando per le vie di città come Palermo o Catania, ma anche nei tanti centri commerciali presenti nell’ Isola. Considerevole pure l’ allarme lanciato dalla Banca d’ Italia nell’ occasional paper «Il risparmio e la ricchezza delle famiglie italiane durante la crisi», di Laura Bartiloro e Cristiana Rampazzi, secondo il quale il 65% delle famiglie italiane valuta il proprio reddito inferiore al necessario. L’ analisi di Palazzo Koch nota anche acome sia aumentata la quota di coloro che hanno un reddito insufficiente a coprire i consumi. Due categorie su tutte soffrono maggiormente: giovani e affittuari, i più colpiti dalla crisi. Tra il 2008 e il 2010 i principali indicatori di ricchezza/povertà sono peggiorati. Nel Sud sono poi tracollati, con la lunga crisi in corso che sta martoriando i ceti più deboli. Basti pensare a come dal 2008 al 2010 fra le famiglie giovani l’ incidenza della povertà sia aumentata di quasi 3 punti percentuali, fino a giungere al 15,2%, un valore assai più elevato di quello della popolazione italiana nel suo complesso. Sul delicato scenario è intervenuto il Codacons. «Il crollo dei consumi rappresenta una sciagura per l’ economia nazionale», ha dichiarato Francesco Tanasi, catanese, segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori, «perché le ripercussioni negative si faranno sentire sulle piccole e medie imprese, già in grave difficoltà nel 2012, e sull’ occupazione. Il dato più preoccupante è quello relativo alla riduzione dei consumi nel settore alimentare, con acquisti in calo del 3,9%, a dimostrazione che gli italiani e segnatamente i siciliani non solo tagliano i consumi non indispensabili, ma riducono drasticamente anche quelli primari, ossia mangiano sempre meno». Ma Tanasi è andato oltre, lanciando un allarme specifico: «Il crollo dei consumi di gennaio», ha argomentato, «associato al calo delle vendite record del 2012 (-4%), alle previsioni nere per il 2013 e ai dati estremamente negativi sull’ occupazione, specie giovanile, diffusi solo pochi giorni fa, attestano come l’ Italia si stia avvicinando a grandi passi alla situazione critica della Grecia. Il prossimo governo dovrà inserire la tutela del potere d’ acquisto delle famiglie e la ripresa dei consumi come priorità assoluta del proprio programma, varando misure ad hoc già nel primo Consiglio dei ministri». Prossimo governo la cui formazione però non è ancora nemmeno in fase embrionale.(riproduzione riservata)
di carlo lo re
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