27 Novembre 2008

CRISI:SARA’NATALE DI AUSTERITY,PARTE CACCIA ALLO SCONTO

 E’ un Natale di austerity quello che

attende tra poco meno di un mese gli italiani. Ma non ci sarà

un crollo dei consumi: l’arte di arrangiarsi tutta italiana

aiuterà infatti le famiglie a non farsi mancare niente: né

tavole imbandite, né regali per i bambini sotto l’albero.

Partirà infatti una vera e propria ‘caccia’ allo sconto, alle

promozioni natalizie che, assicurano i commercianti,

abbonderanno nei negozi. E questo salverà lo spirito

decisamente consumistico del Natale nostrano. Anche se le stesse

associazioni di consumatori non ci credono proprio: altro che

Natale freddo – dice il Codacons – sarà "gelido" e ci saranno

cali negli acquisti che potranno arrivare (é il caso degli

addobbi per la casa) fino al 25%. Insomma un Natale senza

festoni e lucette.

   Così il consuntivo del dopo feste non dovrebbe essere così

drammatico: i consumi – prevede il Centro Studi di Confcommercio

– cresceranno di appena l’1,1% che però, al netto dell’

inflazione, vorrà dire un calo dell’1-1,5%. Insomma non un

dramma ma neanche troppo da scialare.

   I portafogli delle famiglie a metà dicembre saranno più

pieni grazie alle tredicesime in arrivo: gli italiani avranno a

disposizione in busta paga 48,8 miliardi ‘lordi’ in più. Di

questi 12,2 evaporeranno in un soffio per le tasse, lasciandone

nelle tasche 36,6. Per i consumi se ne spenderanno 26,9 e 8

miliardi arriveranno nei negozi sotto forma di acquisti natalizi

mentre 18,9 saranno dedicati ad alberghi, bar, ristoranti,

oppure carburanti, luce e gas. Cresce la quota (é l’11,5%) di

tredicesima ‘risparmiata’: 9,6 miliardi. Quella parte di

redditò cioé che si tiene sul conto corrente o sotto

il materasso in vista di tempi, se possibile, peggiori.

   Se il portafoglio non riserverà sorprese qualche novità ci

sarà invece sulle abitudini degli italiani che, armati di

carrello della spesa, punteranno su prodotti di buona qualità.

Però quelli con lo sconto. Così si salveranno i cenoni: poco

più di 3 miliardi (-1,5% la previsione per il settore

alimentare) ma non per prodotti a caso. Si preferirà portare in

tavola ceste, prodotti locali, specialità culinarie. Ma sempre

attenti al rapporto qualità/prezzo che sarà la vera stella

polare di ogni consumatore natalizio. Pance piene ma per i

vestiti nuovi si aspettano i saldi: Confcommercio prevede

infatti che per questo settore andrà male (appena +1% per

l’abbigliamento ma al lordo dell’effetto inflazione) tranne che

i più vezzosi. Guanti e cravatte "tirano ancora". Al

telefonino nuovo però non si rinuncia (e questo grazie anche

alla continua riduzione dei prezzi nel settore Tlc) così come,

forse sarà questo il Natale buono, per concedersi la tv piatta,

quella che si attacca alla parete. E forse anche il frullatore

si potrà cambiare (vanno bene i piccoli elettrodomestici sotto

i 50 euro). Per i più ricchi, che la crisi chiaramente la

sentono meno, non mancherà il gioiello, ma non quello

‘volgare’, di ‘fascia media’. Tiene infatti l’alta gamma, tipo

un anello personalizzato. Sempre di moda l’immancabile agendina.

Regge infatti la cartoleria (agende, penne, bigliettini di

auguri) e anche il giocattolo non mancherà sotto l’albero.

Specialmente il ‘super-mostro’ di turno bombardato sulle

fantasie dei bambini da migliaia di spot televisivi quotidiani.

A sorpresa si prevede un tracollo per il regalo ‘verde’. Alla

voce ‘fiori e piante’ Confcommercio scrive un inequivocabile

"molto male". Della serie: pochi soldi, prima il pane. Per le

rose vediamo poi.
 

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