24 Febbraio 2010

CRISI: STRETTA CONSUMI 2009,FAMIGLIE TAGLIANO SUPERFLUO/ANSA

 
 
ISTAT,DATO PEGGIORE DA 2001;CENSIS-CONFCOMMERCIO,CAUTELA IN 2010

           
            (ANSA) – ROMA, 24 FEB – Alle prese con la crisi, le famiglie
rinunciano alle spese superflue. Lo dimostra il calo dell’1,6%
delle vendite al dettaglio nel 2009 e dell’1,5% di quelle
alimentari, soprattutto nei piccoli negozi (eccezione per
elettrodomestici, radio, tv e registratorì +1,3%). E’ il dato
peggiore dal 2001, afferma l’Istat, ma – osserva Confcommercio –
solo perché è il primo anno di confronto nelle serie storiche
perché, invece, è l’anno peggiore dal 1951.
    Il futuro resta incerto: nei primi mesi del 2010 le famiglie
appaiono ancora caute e razionalizzano i consumi. Pesa la
sensazione che il Paese sia immobile, incapace di lasciare
emergere con chiarezza dei segnali di ripresa, che appare
possibile ma non immediata.
   Il Centro studi di Confindustria sottolinea nella Congiuntura
flash che il calo del Pil nel quarto trimestre 2009 (-0,2%)
"annulla l’abbrivio trasmesso al 2010 e ne abbassa l’intero
profilo. Un rimbalzo è probabile nel primo semestre ma superare
l’1% di crescita appare più difficile".
   Di fronte a questo quadro, il presidente di Confcommercio,
Carlo Sangalli, ritiene necessaria una riforma del sistema
fiscale, per restituire fiducia ad imprese e famiglie. Per far
ripartire i consumi il Codacons chiede ai commercianti di
abbassare i prezzi in modo consistente mentre Federconsumatori
auspica una defiscalizzazione di almeno 1.200 euro l’anno per le
famiglie a reddito fisso.
   La ripresa è dunque possibile ma non immediata, emerge
dall’indagine sul clima di fiducia e aspettative delle famiglie
italiane (ne sono state sentite 1.300) presentata oggi da
Censis-Confcommercio, che hanno rivisto al ribasso la stima del
Pil per il 2010 con un tasso di variazione dello 0,9% (il
precedente era 1%) e nel 2011 all’1% (1,2%) mentre per i consumi
delle famiglie la stima per quest’anno è dello 0,7% (rispetto
allo 0,8%-0,9% stimato in giugno) e dell’1,1% nel 2011 (stima
invariata).
   L’indebitamento delle famiglie è sotto controllo, su livelli
più bassi rispetto ai principali Paesi europei – affermano
Censis e Confcommercio – anche se per i mutui immobiliari c’é
un aumento delle situazioni a rischio, per la difficoltà di
restituzione del prestito. Al rallentare della crisi, negli
ultimi mesi, c’é stato un minor ricorso al credito al consumo
(dal 15,5% di metà 2009 al 14,8% all’inizio del 2010, il valore
più basso degli ultimi 12 mesi). Ma aumentano gli acquisti a
rate (52,3% degli intervistati).
   Nel calo generale delle vendite in controtendenza quella
diretta del produttore in campagna o nei mercati degli
agricoltori (nel 2009 +11%) per un totale stimato in 3 miliardi
di euro, sottolinea Coldiretti.
   La schiarita dello scenario economico intravista l’estate
scorsa si è ridimensionata a fine anno: quasi il 70% degli
intervistati da Censis-Confcommercio prevede di mantenere
stabili consumi. Sul futuro del Paese – secondo le famiglie –
pesano il deterioramento della situazione occupazionale (41%),
l’accesa conflittualità nello scenario politico (39,7%), a
maggiore distanza, l’eccessivo peso fiscale (27,7%) e giovani
scarsamente tutelati (21,8%).(ANSA).

 

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