Crisi, il 18 per cento delle famiglie non arriva alla fine del mese
Roma. Sono 4,5 milioni le famiglie italiane (pari al 18% del totale) che negli ultimi sei mesi non sono riuscite a coprire per intero, con il proprio reddito, le spese familiari. Lo afferma una ricerca Censis-Confcommercio secondo la quale per questa fetta di nuclei familiari torna in auge la frase “me la segni sul conto”. Aumenta infatti dal 13,3% al 21% la quota di chi posticipa i pagamenti rispetto a sei mesi fa. Intanto il divario che si è formato tra le retribuzioni contrattuali orarie e l’ inflazione a settembre, come registrato dall’ Istat, comporta per “una famiglia di tre persone una perdita del potere d’ acquisto equivalente a 629 euro. Questa tassa invisibile sale ovviamente per le famiglie più numerose. Per una famiglia di quattro persone è una stangata pari a 693 euro”. È quanto calcola il Codacons. Per l’ associazione quindi “i consumi stanno crollando proprio perchè l’ unica cosa che non viene più adeguata all’ inflazione sono le retribuzioni. Tutto il resto, invece, a cominciare dalle tariffe pubbliche, salgono ogni anno e spesso, più dell’ inflazione”. Ad esempio, aggiunge il Codacons “per acqua, rifiuti, luce, gas e trasporti pubblici è in arrivo una stangata pari a 234 euro su base annua: 23 per i rifiuti, 16 per l’ acqua, 60 per l’ elettricità, 123 per il gas e 12 per il trasporto pubblico locale. Si tratta di spese obbligate che incideranno pesantemente anche sulle famiglie già in difficoltà”. Per questo, secondo il Codacons, “se il Governo si ostina a bloccare la rivalutazione delle pensioni e delle retribuzioni dei dipendenti pubblici dovrebbe congelare anche tutti gli altri aumenti, dalle multe per le violazioni al Codice della strada alle tariffe degli enti locali, dal canone Rai ai pedaggi autostradali”
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