Crisi, famiglie più povere I redditi calano del 2,8%
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- City
ROMA – Scendono i redditi, diminuiscono i risparmi, cala il potere d’ acquisto. La fotografia scattata dall’ Istat racconta gli effetti dannosi della crisi sulle famiglie italiane. Il reddito disponibile in valori correnti è diminuito del 2,8% rispetto all’ anno scorso: è il dato più alto dagli anni Novanta, quando l’ Istat ha iniziato a monitorare il fenomeno. E il potere d’ acquisto (cioè, il valore reale dl reddito) è sceso del 2,6% rispetto all’ anno scorso. Con meno soldi nel portafogli, gli italiani spendono anche di meno: i consumi sono diminuiti dell’ 1,9% rispetto al 2008. Salvadanaio più vuoto Ai minimi storici anche la propensione al risparmio (il rapporto tra risparmio lordo e reddito disponibile lordo), scesa nell’ ultimo anno dello 0,7% per piombare negli ultimi tre mesi del 2009 al 14%. In picchiata anche il tasso di investimento delle famiglie, sceso all’ 8,8% (meno 0,7% rispetto all’ anno scorso), a causa della riduzione degli investimenti (-2,2% rispetto al 2008). "Lo dicevamo da tempo" Questi dati sono "la gravissima dimostrazione del fatto che la situazione in cui versa il Paese è ben diversa da quella invocata dal partito degli ottimisti", hanno commentato Adusbef e Federconsumatori. Anche per il Codacons i dati "confermano per la millesima volta che il governo non ha saputo e voluto difendere il potere d’ acquisto delle famiglie". Secondo Confesercenti, l’ affanno con cui le famiglie convivono con la crisi è "preoccupante". Più ottimista Confcommercio, secondo cui i consumi che diminuiscono meno dei redditi indicano che le famiglie italiane "hanno fatto tutto il possibile per difendere i propri livelli di benessere". Ma per superare la crisi ora ci vuole "la riforma fiscale".
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