Corsa ai saldi invernali – Davanti alle vetrine senza esagerare
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fonte:
- Corriere di Viterbo
Alla ricerca dell’offerta migliore: città presa d’assalto. Affollati negozi e centri commerciali. La spesa resta limitata.
(GAn) Saldi: tutto esaurito nel fine settimana, anche i soldi dei consumatori. Una due giorni di fuoco e fiamme per i negozi e i centri commerciali viterbesi dove migliaia di persone si sono riversate per cercare l’offerta migliore. Saldi che funzionano per quanto riguarda il “movimento” delle masse, ma quando si vanno a fare i conti nelle casse dei commercianti la sorpresa è sostanziale. Non sembra essere un rapporto direttamente proporzionale quello tra incassi e presenze. “E’ venuta molta gente, tante persone – dice il titolare di un esercizio commerciale di abbigliamento che si trova all’interno di un centro commerciale viterbese -, sicuramente c’è più movimento rispetto allo scorso anno, forse dovuto alle coincidenze delle festività con il fine settimana. La curiosità delle persone verso gli acquisti è cresciuta, ma la maggior parte dei consumatori tende a non esagerare. Non sono più i tempi in cui ci si rifaceva il guardaroba per tutta la famiglia. Oggi le famiglie si limitano ad acquistare lo stretto necessario, magari il capo di abbigliamento che non avevano potuto acquistare la settimana precedente perché non era in saldo. Di media si acquista un capo di abbigliamento a persona, ma nella maggior parte dei casi i saldi servono più ai giovani che ai grandi. Da una parte quest’anno sembra esserci stato un segnale di ripresa, vedremo nei prossimi giorni, considerando anche l’Epifania se le cose miglioreranno”. Anche chi lavora nel centro storico è dello stesso avviso. Una signora, che gestisce sempre un negozio di abbigliamento sul Corso, spiega: “Mi posso ritenere soddisfatta per l’affluenza, meno per gli incassi, ma pur sempre maggiori dell’anno scorso. Segno che la crisi, in un certo senso ha attraversato la sua fase peggiore. Vedremo nei prossimi giorni se le cose migliorano, ma già in questo fine settimana, per quanto riguarda la mia attività, posso ritenermi soddisfatta”. Secondo il presidente regionale di Confcommercio, Cesare Pambianchi: “L’exploit della vendite, quasi inatteso e confermato nel secondo giorno di saldi, è per il settore la risposta ad un periodo natalizio sacrificato da una data dei saldi così vicina che adesso finalmente fa far cassa ai commercianti con picchi addirittura pazzeschi. Non si tratta di follia collettiva, ma di voglia di tornare ai consumi insieme ad una data tragicamente sbagliata dei saldi”. Si tratta di “un successo che deve far riflettere chi parla di liberalizzazione che significherebbe solo annullarli penalizzando l’enfasi degli acquisti”. Invece spiega “teniamoci buoni i saldi ma facciamo veramente a fine stagione: per l’inverno nella seconda quindicina di gennaio e non prima”. Prendendo spunto dal primo sondaggio regionale tra i commercianti, si è registrato un aumento delle vendite del 15-20 per cento rispetto al primo fine settimana di vendite a basso costo del 2009. “La tendenza all’acquisto per il momento è confermata – ha detto il presidente di Confesercenti Lazio Valter Giammaria – rispetto al primo weekend di saldi dello scorso anno va decisamente meglio. Le previsioni, se il trend come speriamo si mantiene sono decisamente ottimistiche”. Ad andare “bene sono sia i negozi delle strade commerciali, sia quelli all’interno di grossi centri commerciali”. Guardando al bilancio formulato, invece, dal Codacons, si parla di un indicatore negativo per entrambe le giornate di saldi invernali che chiudono con un calo medio negli acquisti del 20%. Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dei consumatori ha effettuato un monitoraggio a chiusura delle due giornate di acquisti nelle città dove sono partiti gli sconti. “I consumatori si sono riversati nelle vie del centro e nei centri commerciali, mentre le periferie hanno registrato una forte diminuzione di presenze, ma in linea generale non si e’ registrato un boom di affluenze “ ha commentato il presidente Codacons, Carlo Rienzi secondo il quale il dato può essere spiegato con il fatto che: “Molte famiglie sono ancora fuori per le vacanze di Capodanno, e quelle rimaste hanno fortemente ridotto il budget da dedicare ai saldi”. Ma anche in prospettiva i numeri non miglioreranno, per i consumatori: ”Prevediamo a fine stagione – continua Rienzi – una contrazione media delle vendite del 20 per cento rispetto i saldi invernali 2009, con una spesa procapite non superiore ai 130 euro”. Dunque un via ai saldi con frenato entusiasmo, anche se l’attesa e la fiducia dei commercianti fa sperare in una chiusura del periodo di sconti, con un netto miglioramento rispetto all’anno precedente. In calo, anche il dato nazionale sui “tranelli” nei ribassi sui prezzi d’origine.
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