CONSUMI:CONFCOMMERCIO,PER ITALIANI MENO AUTO E PIU’ WEB/ANSA
-
fonte:
- Ansa
ASSOCIAZIONI CONSUMATORI,RIPRESA LONTANA,GOVERNO INTERVENGA
(ANSA) – ROMA, 3 SET – Le famiglie italiane spendono sempre
meno per muoversi, e sempre di più per comunicare e connettersi
a Internet. Lo rivela L’Indicatore dei consumi di Confcommercio
(Icc), che registra un crollo delle spese in beni e servizi per
la mobilità, calati del 16,1% a giugno e del 17,1% a luglio
rispetto allo stesso periodo del 2009, e un aumento di quelle in
beni e servizi per le comunicazioni e tlc, del 4,1% a giugno e
del 2,8% a luglio.
In particolare, spiega la Confcommercio in una nota, gli
italiani investono meno in automobili e ciclomotori, con un
"netto ridimensionamento" delle spese sia per l’acquisto di
veicoli che per i rifornimenti di carburante, ma non risparmiano
sui biglietti d’aereo, la cui domanda è "in progressivo
miglioramento" rispetto ai livelli dello scorso anno. Un calo
su cui ha indubbiamente influito la fine degli incentivi statali
sull’auto, a marzo di quest’anno, come mostrano chiaramente i
dati aggregati a livello trimestrale: nei primi tre mesi del
2010, la spesa in mobilità era infatti salita del 13,6%, per
poi crollare del 15,4% nei secondi tre.
Bilancio del tutto opposto, invece, per le spese in
comunicazioni, dalla telefonia cellulare alle connessioni
internet fino ai servizi postali, in crescita costante
dall’inizio dell’anno, con un +2,1% nel primo trimestre e del
3,3% nel secondo. L’aumento però, spiega sempre la
Confcommercio, è a due velocità: sale la domanda di beni, ma
"per i servizi la fase negativa non sembra essersi ancora
esaurita". Dinamica analoga a quella delle spese in beni e
servizi per la casa, anch’essa in crescita grazie soprattutto al
traino degli "acquisti in elettrodomestici e tv".
Spiragli positivi che, però, non convincono le associazioni
dei consumatori, secondo cui la ripresa è ancora lontana. La
spesa per i consumi "resta su livelli assoluti decisamente
distanti dai valori pre-crisi", sottolinea il Codacons,
profetizzando che "per ritornare a quei livelli bisognerà
attendere come minimo fino al 2015, con inevitabili conseguenza
sull’occupazione e sull’economia generale del Paese". Stessa
linea per Federconsumatori, che invoca un intervento "urgente"
del governo, "per imprimere una svolta a questo andamento",
con "maggiori controlli sull’andamento di prezzi e tariffe" e
una "detassazione per le famiglie a reddito fisso". (ANSA).
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Confcommercio, consumi, crisi
