8 Giugno 2011

Consumi su col gratta e vinci

ROMA. La Confcommercio per la prima volta dopo un anno vede gli indicatori dei consumi tornare a crescere. Ma a spingere il dato è anche la disperazione di coloro, e sono sempre di più, che si affidano alla buona sorte per cercare di migliorare la propria condizione di vita. Secondo il Codacons un terzo delle famiglie italiane non riesce ad arrivare a fine mese. Le associazioni dei consumatori sono d’ accordo: smentiscono in toto l’ ottimismo della Confcommercio che ad aprile ha registrato un rialzo dell’ 1,1% dei consumi rispetto all’ anno precedente, con una domanda per servizi cresciuta del 2,5%. In particolare la domanda per i beni e servizi ricreativi ha mostrato un incremento dell’ 1,4% rispetto ad un anno prima. E a questo incremento hanno contributo le spese per giochi e lotterie cresciute anche ad aprile del 19%, confermando da inizio 2009 un trend ininterrotto di crescita a due cifre. I consumatori, in pratica, si affidano sempre di più al gioco per sperare in un miglioramento del loro status e questo spinge le associazioni a contestare con decisione i dati di Confcommercio. Secondo Adusbef e Federconsumatori "le rosee stime" di Confcommercio appaiono molto lontane dai dati raccolti dai rispettivi Osservatori che attestano, al contrario, una caduta del 6,5% delle vendite negli ultimi tre anni. «I consumi non manifestano alcuna ripresa come afferma Confcommercio, ma un peggioramento – sostengono le due associazioni – tanto da rendere necessario l’ intervento del governo» per fronteggiare una caduta verticale anche del potere d’ acquisto. Persino credito al consumo e consumi alimentari, gli ultimi a venire intaccati in una situazione di crisi, secondo Adusbef e Federconsumatori registrano una contrazione a fine 2010, rispettivamente del 5,3% e del 3,6%. Pure il Codacons appare sulla stessa lunghezza d’ onda. Utilizzando i dati di Confcommercio, che indicano alcuni settori in decisa ripresa, come beni e servizi per le comunicazioni e per l’ Ict domestico in crescita del 6,5%, il comitato di difesa dei consumatori arriva a pessime conclusioni. «Prendiamo pure per buoni i dati medi rilasciati dalla Confcommercio: ma noi arriviamo ugulmente a stimare che un terzo delle famiglie italiane non arriva a fine mese e non riesce ad acquistare, per tutto l’ anno, il cibo necessario per vivere dignitosamente. Gli italiani mangiano lo 0,9% in meno rispetto allo scorso anno: se aggiungiamo che nel 2009 avevano mangiato il 3,1% in meno e che nel 2008 avevano mangiato il 3,3% in meno rispetto al 2007, si può dedurre che siamo alla fame».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this