Consumi, mai un crollo così
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fonte:
- Il Fatto Quotidiano
Barra dritta indietro tutta. Nel 2012 l’ Italia registra un calo dei consumi senza precedenti, che fa tornare il Paese ai tempi del secondo dopoguerra. La radiografia è della Confommercio: a novembre scorso l’ indicatore dei consumi ha registrato un calo del 2, 9 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dati che mostrano “con una certa evidenza come il 2012 si avvii ad essere ricordato come l’ anno con la più elevata riduzione registrata dall’ inizio delle serie storiche”. Tradotto, non consumiamo agli stessi livelli di sessant’ anni fa, ma, da che si ricordi, non si è mai visto un crollo così pesante. A tirare verso il basso il contatore generale contribuiscono tutti gli indicatori di settore, tanto la spesa per i beni (-2, 7 %), quanto quella per i servizi (-3, 6), in un quadro drammatico per le famiglie italiane che, come se non bastasse, secondo l’ Istat hanno visto il proprio potere d’ acquisto crollare sotto il peso della crisi (-4, 1 % a settembre). Nero è il presente e nero è il futuro. Visto il trend infatti, pur mancando i dati relativi agli acquisti durante le feste, l’ Associazione dei commercianti precisa che “difficilmente l’ economia e i consumi in particolare, potranno cominciare a mostrare, nel breve periodo, segnali di un significativo miglioramento”. E nel profluvio di dati diffusi ieri da associazioni di categoria ed enti di statistica, è impossibile scorgere una sola nota positiva, fatta eccezione per i consumi in crescita nel settore delle comunicazioni. Il clima di fiducia di famiglie e imprese infatti, è al minimo storico, e la stessa Confindustria certifica un calo della produzione dovuto soprattutto al crollo degli ordinativi interni. Ma è dalla domanda di elettricità che arriva il dato più allarmante, con il gestore della rete, Terna, che denuncia per il 2012 un calo dei consumi del 2, 8 % (il peggiore da inizio secolo), e un ritorno ai livelli di consumo del 2004. Un risultato che non solo rispecchia lo stato di recessione dell’ economia, ma appare addirittura peggiore di quello fatto registrare nel 2009, quando il Pil crollò del 5, 1 %. E il paradosso potrebbe arrivare dal fronte fiscale: secondo il Codacons infatti, i dati del nuovo redditometro, in procinto di entrare in funzione, sono “sballati”, perchè appunto calcolati sui consumi delle famiglie nel 2011. Dati questi, “decisamente positivi rispetto all’ anno scorso, vista l’ assenza dell’ imu e l’ aumento dell’ Iva”.
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