Consumi: la ripresa non c`è e il 30% compra solo a rate
-
fonte:
- la Repubblica
“Non è stato un buon Natale“. è drastico il commento del segretario della Confesercenti di Roma Walter Giammaria. E si basa non tanto sui risultati delle vendite, ancora parziali, che denunciano una flessione piuttosto contenuta, quanto sul fatto che da questo Natale gli esercenti si aspettavano una ripresa sul calo del 10-15% registrato dall`inizio dell`anno. La ripresa non c`è stata, le vendite hanno continuato a calare e l`ha fatta da padrone il sistema del pagamento rateizzato. Insomma: si compra di meno e si compra a rate. “Si può parlare sicuramente di recessione“, dice il vicepresidente della Confcommercio di Roma, Roberto Polidori, “anche se non è stata drammatica come temevamo. L`abbigliamento ha perso un 5% rispetto al Natale scorso che è andato a vantaggio di altri settori, come telefonini, hi fi, televisori al plasma. La gente non esce più, non ha più desiderio di cose belle da indossare, ma piuttosto di oggetti da mettersi in casa e questo frena i consumi, al di là delle disponibilità ridotte. Continuano a spendere come prima solo i ricchi, e infatti i prodotti di fascia alta non sono in crisi, gli artigiani gioiellieri vendono. è la fascia media, quella che guadagna sui 1500, 1800 euro al mese, che ha problemi. Anche perché da novembre a dicembre si scatenano l`Ici, i mutui, le tasse, l`assicurazione: tutto nel collo di bottiglia di fine anno. Per questo c`è il boom del credito al consumo: la gente sta imparando a spalmare le spese su un periodo più lungo“. “è l`abbigliamento il settore più in crisi“, conferma Giammaria, che parla di un calo del 6-7% rispetto all`anno scorso. “Ma non generalizzato. Vanno bene i prodotti griffati, quelli di fascia alta, mentre calano quelli di fascia media. è andata bene al settore alimentare, soprattutto per i prodotti di nicchia, tipici, locali, quelli che non si vendono nei supermercati. Mentre i supermercati sopravvivono grazie ai prodotti scontati, che sono i soli che vendono bene“. Anche il segretario della Confesercenti segnala il boom di telefonini e dvd. Ma ripete che i Natali non sono più quelli di una volta. “Il recupero sulla flessione delle vendite da fine anno è stato minimo“ dice e ripete, quasi con le stesse parole di Polidori, che solo i ricchi continuano a spendere a cuor leggero mentre le rateizzazioni e il credito al consumo incidono ormai sul commercio per un buon 30%. “Il problema viene da lontano“, spiega, “a Natale si spende poco e non per l`aumento dei prezzi, che a Roma non c`è stato né per l`abbigliamento né per i giocattoli, ma perché tra tasse, mutui, aumenti, questi sì, di luce, carburante e quant`altro, resta ben poco“. “C`è ormai una specie di condiscendenza tra commerciante e consumatore“, dice il presidente del Codacons Carlo Rienzi, “una forma di inganno benevolo tra chi vende abbassando i prezzi ma anche la qualità del prodotto e chi compra sapendo benissimo che risparmia sulla qualità. Saldi prima del tempo, regalini da dieci euro, sconti. La gente è nervosa e contrariata, stringe la cinghia su tutto tranne gli alimentari e i giocattoli per i bambini. Una situazione che si potrebbe sdrammatizzare istituendo cose come `la vetrina delle occasioni`, prodotti col 50% di sconto da vendere tutto l`anno“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
