Consumi italiani in calo per la prima volta in dieci anni
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fonte:
- Il Gazzettino
Consumi italiani in calo per la prima volta in dieci anni, ma il Nordest continua a spendere più delle altre regioni. A dirlo è l’Istat che ha diffuso i dati sui consumi delle famiglie relativi al 2009. La spesa media mensile per le famiglie italiane lo scorso anno è stata pari a 2442 euro: l’1,7% in meno del 2008. In Veneto la spesa media mensile per le famiglie nel 2009 è stata però di 2857 euro (2975 nel 2008); dato che la pone direttamente alle spalle della Lombardia (2918). Più distaccati, ma sempre sopra la media nazionale il Friuli Venezia Giulia, ottavo in Italia con 2569 euro di spesa media mensile (2588 nel 2008), seguito dal Trentino Alto Adige con 2520 euro (2783 nel 2008).
È uno dei dati messi in luce dall’indagine Istat, che, per la prima volta, registra il calo generale nell’acquisto di alimentari a livello nazionale: dal 19,1% del 2008 al 18,9% del 2009 sul budget mensile. Insomma, in tempi di recessione, gli italiani hanno stretto la cinghia e tagliato su tutto, compresi i prodotti di primissima necessità, come cibo e bevande. Risulta stabile solo la spesa in carne (4,3% del budget) anche se il Nord vi destina il 3,6% e il sud il 5,6%.
In Veneto spicca anche il minore peso della spesa alimentare sul totale del budget delle famiglie (15,6% contro il 18,9% in Italia) a favore di vacanze, cura per la persona, spese per onorari professionali, assicurazioni vita, vacanze all’estero: 12,3% contro l’11% in Italia. Stessa tendenza anche per le due regioni confinanti.
Per Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto: «Sul fronte della spesa sono ancora le regioni del nord, il Nordest in particolare, i veri motori del mercato. La crisi economica ha mutato le abitudini d’acquisto generali, ma la trasformazione era già in atto. Nella flessione degli alimentari, ad esempio, pesano sia la minore disponibilità di spesa generale che il diverso rapporto con il cibo nelle nuove generazioni. Si mangia di meno, sempre più spesso fuori casa, privilegiando fattori come linea, salutismo, prodotti multietnici. In pratica quello che non viene più speso per settori tradizionali, come la tavola, viene destinato ad altri nuovi bisogni». C’è anche un altro aspetto.
Costrette a rivedere i loro budget tagliando anche sugli alimentari le famiglie nordestine al momento non hanno rinunciato ai prodotti made in Italy. Per l’industria agroalimentare veneta il calo dei consumi non ha inciso sulle produzioni. «Il segmento resta anticiclico – sottolinea Michele Bauli, referente per l’Agroalimentare in Confindustria Veneto – Il consumatore continua a preferire i marchi noti perchè gli danno più garanzia di sicurezza rispetto ad altre offerte più economiche. Può ridurre le quantità, ma non la qualità di ciò che consuma».
A livello territoriale, si ripropone il tradizionale divario tra Nord e Sud. Lombardia e Veneto si contendono il primato di Regione con la disponibilità maggiore mentre anche quest’anno la Sicilia (1.721 euro) si conferma fanalino di coda della classifica per livello di spesa mensile, distante quasi 1.200 euro dalla prima in graduatoria. Per il Codacons nel 2010 «andrà anche peggio». Sulla stessa linea Federconsumatori e Adusbef.
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