26 Ottobre 2011

Consumi in frenata 65mila negozi rischiano la chiusura

ROMA I dati Istat sui consumi nel mese di agosto segnano un meno 0,3% rispetto allo scorso anno, e sono praticamente fermi nel confronto con il mese di luglio. Solo il settore alimentare si salva, trainato però dai discount, perché i negozi al dettaglio stanno chiudendo ad un ritmo impressionante. I dati dell’ Istituto di statistica, già ampiamente previsti dalle associazioni di categoria, fanno scattare l’ ennesimo allarme in un settore che rischia molto -sostiene il Codacons – anche a causa dell’ aumento dell’ Iva. Decine di migliaia i negozi verso la chiusura, 150mila i posti di lavoro a rischio. Un quadro a tinte fosche quello che viene illustrato da Confcommercio e Adusbef, Confesercenti, Confartigianato, Codacons, Federconsumatori e altre associazioni. Con dati spaventosi – forniti da Confartigianato – anche sulla disoccupazione giovanile. La Confcommercio ieri ha riunito gli stati generali lanciando un grido di dolore: «Il tempo è scaduto, la recessione dietro l’ angolo». Nei primi nove mesi dell’ anno il saldo tra nuove imprese e aziende che hanno chiuso è negativo per circa 23mila unità. Secondo i dati di Confcommercio negli ultimi 10 anni il reddito pro-capite delle famiglie è sceso del 3,6% e i risparmi si sono dimezzati rispetto a cinque anni fa. Meno 3,5% la spesa delle famiglie tra il 2007 e il 2010. Confcommercio denuncia anche che «da 10 anni la pressione fiscale è sempre sopra la media europea e la crescita si muove a passo di lumaca. E senza crescita la stagnazione è alle porte, la recessione dietro l’ angolo». Il presidente Carlo Sangalli è perentorio: «Alla politica tutta e soprattutto al governo chiediamo una governabilità responsabile che non può considerarsi automaticamente garantita dai ricorsi ai voti di fiducia». Confesercenti nel commentare il dato negativo delle vendite in agosto fa una previsione terribile per il settore: «A fine anno, se continua così, almeno 65mila esercizi commerciali chiuderanno, un salasso di 150mila posti di lavoro» . Confesercenti propone per i piccoli esercizi, prime vittime della crisi, «risposte rapide ed efficaci: una tregua fiscale che contempli per tutto il 2012 il regime dei minimi, e l’ ampliamento a 50mila euro per tutte le imprese in aggiunta alle agevolazioni previste per i giovani e le nuove attività». Federconsumatori e Adusbef sottolineano che in questo contesto negativo i prezzi continuano a salire e ribadiscono la necessità di seri controlli sulla crescita di prezzi e tariffe «per combattere qualsiasi tentativo di speculazione». I giovani appunto, che secondo i numeri che snocciola Confartigianato non vedono futuro. Quasi due milioni (1 milione e 944mila) le persone tra i 25 e i 34 anni senza lavoro, «un numero che ci fa guadagnare il primato in Europa per il più alto tasso di giovani inattivi». Le cose vanno malissimo nel Sud Italia: del totale, un milione e 120mila giovani si concentrano nel Mezzogiorno. Unica risorsa al momento è l’ apprendistato per avvicinare i giovani al lavoro, e la Lombardia è la regione più virtuosa con 89.940 apprendisti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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