9 Settembre 2011

“Consumi in crisi e l’ aumento Iva è un colpo basso”

«Consumi in crisi e l’ aumento Iva è un colpo basso»
 

Commercianti e consumatori non hanno dubbi. La manovra economica da poco varata dal Governo finirà per deprimere i già deboli consumi provati dalla crisi, a danno non solo del commercio al dettaglio, ma anche delle piccole e medie imprese. Tutto ruota attorno all’ aumento dell’ aliquota Iva dal 20% al 21% con entrata in vigore praticamente immediata e un gettito fiscale previsto in 700 milioni per il 2011 e in circa 4,2 miliardi per il 2012. In pratica, secondo le stime del Codacons, l’ anno prossimo una famiglia media del Nordest composta da quattro persone finirà per sborsare circa 370 euro in più: 290 per l’ aumento diretto di un punto dell’ Iva e non meno di 80 gli inevitabili arrotondamenti al rialzo. Dalle entrate fiscali dipende del resto il 65% della manovra. «È un colpo basso, sia alla categoria dei commercianti sia per i consumatori», commenta Giorgio Sartori, direttore generale di Confcommercio Verona. «Ricordo ancora le parole del ministro dello sviluppo economico Paolo Romani, che lo scorso giugno all’ assemblea nazionale di Confcommercio aveva categoricamente escluso qualsiasi intervento sull’ Iva. Ci troviamo ora di fronte ad un provvedimento che inciderà soprattutto su due settori già in affanno: il tessile e l’ auto. Meno colpito sarà l’ alimentare, dove le aliquote sono prevalentemente distribuite tra il 5 e il 10%». Per Sartori il sistema Verona esce fortunatamente da una stagione estiva positiva grazie in particolare alla crisi del Nordafrica e alle maggiori presenze turistiche che hanno compensato la stagnazione del mercato interno. «Certo, con questa manovra non aspettiamoci una ripresa dei consumi» prosegue. «Sarebbe stato più giusto agire su un ulteriore taglio della spesa pubblica e sul fronte fiscale: occorreva un atto di coraggio alla Reagan, con un netto taglio delle imposte che gravano sulla classe media, l’ unica in grado di risollevare i consumi se avesse più soldi da spendere. Quanto alla lotta all’ evasione e all’ elusione massiccia, dovrebbe essere più incisiva nei confronti del cosiddetto terzo settore, che gode di agevolazioni fiscali ormai inique nei nostri confronti». Critiche alla manovra arrivano anche da parte di Conferesercenti. «L’ impressione è quella di una mossa che andrà a incidere sui prezzi deprimendo ancor più consumi già stagnanti» osserva il direttore Fabrizio Tonini. «Vedremo quali saranno gli effetti e in che modo l’ aumento dell’ aliquota Iva sarà digerito dagli esercizi commerciali. Se cioè sarà in parte assorbita dal negoziante o se sarà scaricata per intero, come crediamo, sul consumatore finale. Non è certo una boccata d’ ossigeno per i consumi stagnanti se non in arretramento anche a Verona, dove notiamo un calo delle vendite addirittura nei generi di prima necessità come gli alimentari. Ed è un’ ulteriore mazzata sull’ anello debole della nostra economia, ossia le piccole e medie imprese». Per Tonini nel corso dell’ anno l’ unico sostegno importante ai consumi è arrivato dall’ elettronica di massa. «Solo l’ innovazione tecnologica continua permetterà di tenere il passo, ma credo arriverà presto una frenata anche per questo settore» conclude il direttore di Confesercenti. «Occorreva agire con molta più incisività sui tagli ai costi della politica, sulla rimodulazione del prelievo fiscale all’ insegna di una maggiore equità e sulle rendite finanziarie. Nel bilancio dello stato ci sono ancora molti spazi. Questione di volontà».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox