7 Marzo 2013

Consumi in caduta ai livelli del 2004

Consumi in caduta ai livelli del 2004

Acquisti ancora in picchiata. A gennaio i consumi sono scesi del 2,4% rispetto a un anno prima e dello 0,9% sul mese precedente. In termini di media mobile a tre mesi i consumi tornano ai livelli di fine 2004. E purtroppo le prime informazioni congiunturali del 2013 mostrano che non si può escludere un ulteriore peggioramento: è quanto emerge dall’ indicatore dei consumi dell’ Osservatorio Confcommercio. «La tendenza al ridimensionamento della domanda – commenta Mariano Bella, direttore dell’ ufficio studi di Confcommercio – ha interessato tutte le funzioni di spesa, a segnalare come il permanere della crisi, che ha già modificato le abitudini di acquisto delle famiglie anche in termini di rapporto qualità/prezzo, stia comportando una riduzione generalizzata della domanda». Un assist per Adusbef e Federconsumatori che sottolineano come dopo la contrazione del 4,7% dell’ anno scorso, nel 2013 vi sarà un’ ulteriore calo dell’ 1,4%: quindi nel biennio 2012/13 il calo dei consumi sarà del 6,1%, con una caduta complessiva della spesa delle famiglie di 44 miliardi di euro. «Una vera sciagura per l’ economia – spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons – perché le ripercussioni negative si faranno sentire sulle Pmi e sull’ occupazione. Il prossimo Governo indichi la tutela del potere d’ acquisto delle famiglie e la ripresa dei consumi come priorità assoluta del programma, varando misure ad hoc già nel primo consiglio dei ministri». Critica anche la Confederazione produttori agricoli (Copagri) secondo cui «è preoccupante che il quadro negativo coinvolga anche i beni essenziali come i prodotti alimentari, la cui domanda è calata di quasi 4 punti in termini tendenziali e dello 0,8% a livello congiunturale. E il trend è destinato a perdurare se non ci sarà una chiara inversione di tendenza della politica economica e una riduzione della pressione fiscale». Dall’ osservatorio di Confcommercio emerge che la dinamica tendenziale dell’ Indicatore dei consumi di gennaio riflette una diminuzione del 3,7% della domanda relativa ai servizi e del 2% della spesa per i beni. Relativamente alle singole funzioni di consumo il primo mese dell’ anno conferma la permanenza di forti elementi di criticità in quasi tutti gli aggregati. Il dato più negativo è ancora quello relativo ai beni e servizi per la mobilità la cui domanda registra, anche a gennaio 2013, una flessione a due cifre: -10,1%. Riduzioni dei consumi particolarmente significative hanno interessato anche gli alimentari, le bevande e i tabacchi, -3,9%; l’ abbigliamento e le calzature, -3,9%. In linea con il 2012, solo il complesso dei beni e servizi per le comunicazioni ha mostrato una variazione positiva delle quantità acquistate dalle famiglie: +5,7% rispetto l’ analogo mese del 2012. E i prezzi? Confcommercio per marzo stima una variazione congiunturale dell’ indice dei prezzi al consumo dello 0,4%, con un tasso di crescita tendenziale pari all’ 1,8%. In termini tendenziali si tratterebbe del sesto mese consecutivo di ridimensionamento dei prezzi. Non appare tuttavia scongiurato il pericolo di un’ inflazione che, nella media dell’ anno, potrebbe approssimarsi al 2%, soprattutto in considerazione del programmato incremento dell’ Iva a partire dal prossimo mese di luglio. E.Sc. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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