Consumi, è il calo peggiore dal ’97 L’Istat: nel 2008 vendite al dettaglio diminuite dello 0,6%
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fonte:
- Il Piccolo
ROMA Consumi in frenata nel 2008. L’anno appena terminato si è chiuso con una flessione delle vendite al dettaglio (-0,6%) senza precedenti negli ultimi undici anni. Il calo dei consumi si è sentito per tutti i prodotti con la sola eccezione degli alimentari, che anzi sono aumentati così come le vendite nella grande distribuzione. Solo a dicembre il commercio al dettaglio ha subito una contrazione dell’1,9%. E mentre cresce la preoccupazione dei consumatori, che tornano a chiedere prezzi più bassi e saldi liberi, la Confesercenti lancia l’allarme per il 2009, che rischia di trasformarsi in un «annus horribilis» per le pmi e l’occupazione. Nel complesso del 2008, secondo i dati diffusi dall’Istat, le vendite al dettaglio sono calate dello 0,6%: non erano mai andate così male dal 1997, da quando cioè è iniziata la serie storica. A pesare sono state soprattutto le difficoltà dei piccoli esercizi (-2%), mentre la grande distribuzione ha chiuso l’anno con un aumento delle vendite (+1%), in particolare grazie alle performance degli hard discount e dei grandi magazzini. Sono aumentati solo i consumi dei prodotti alimentari, mentre per il resto si sono registrati tutti segni meno, con cali particolarmente significativi per elettrodomestici, radio e tv. Ma se il dato dell’Istat è il peggiore degli ultimi 11 anni, secondo le stime dell’Ufficio studi di Confcommercio, per i consumi nel complesso il calo nell’anno si attesta addirittura su un -0,8% reale, ovvero «la peggiore variazione degli ultimi quarant’anni, se si eccettua il 1993». Solo a dicembre le vendite al dettaglio sono calate dell’1,9% (stabili su base mensile), affossate dalla flessione più accentuata dei prodotti non alimentari (-2,7% contro il -0,8% degli alimentari) e delle vendite nei piccoli esercizi (-2,9%, mentre nella grande distribuzione -0,7%). Preoccupati i consumatori, che tornano a chiedere prezzi più bassi e saldi liberi. Secondo il Codacons, che vede dietro il calo dei consumi del 2008 «l’aumento smisurato» dei prezzi in tutti i settori, l’unica soluzione per salvare il commercio è la riduzione generalizzata dei prezzi di almeno il 20%.
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