Consumi, dopo sette anni si spende di nuovo a Natale Per i regali più 5 per cento
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
Consumi, dopo sette anni si spende di nuovo a Natale Per i regali più 5 per cento
confcommercio:
acquisti in salita soprattutto per giocattoli, cibo e tecnologia rischi
su deficit e debito. renzi: «economia in moto». soglie bancomat,
scontro
ROMA Per Babbo Natale la crisi è già finita. Secondo uno studio di Confcommercio, gli acquisti di regali sono in crescita per la prima volta dall’ inizio della recessione. Gli italiani spenderanno in media 166 euro a testa, il 5% in più dell’ anno scorso, in totale significa che 10 miliardi di consumi andranno a rafforzare la crescita. «La ripresa lentamente si sta concretizzando e sta producendo i primi effetti sulle famiglie. La prudenza è d’ obbligo, ma questo potrebbe essere, dopo sette anni di crisi, il primo Natale con il segno più», osserva il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. La distanza rispetto all’ inizio della crisi resta elevata, nel 2009 la spesa era superiore di un terzo, ma si tratta comunque di «numeri da boom – spiega Mariano Bella, direttore dell’ ufficio studi – perché i regali enfatizzano il ciclo economico». Quando le cose iniziano a migliorare, la voglia di fare acquisti per le persone a cui siamo legati cresce in modo più che proporzionale. Aumentano così gli italiani che dichiarano di comprare doni – sono quasi nove su dieci – mentre diminuisce «l’ ansia da regali». Per la maggioranza dei consumatori, gli acquisti delle feste tornano ad essere una spesa piacevole. Questo, secondo Bella, è «un indizio estremamente importante perché, nei periodi di crisi, a molte persone fare i regali crea stress»: per esempio nel 2011 solo il 45,8% provava piacere nello shopping natalizio, mentre quest’ anno la quota sale al 52,5%. Allo stesso tempo si riduce il numero di quelli che rimandano i regali agli ultimissimi giorni: sono poco più di uno su tre, il 37,3%, in calo di dieci punti percentuali rispetto al 2014. Gli italiani stanno tornando nei negozi, ma mirano a «non fare follie». Sette su dieci dichiarano che anche questo sarà un Natale «molto dimesso», senza eccessi. La voglia di acquisti fa infatti i conti con il carico fiscale di fine anno che, tra Ici, Imu, Tasi, tasse auto e canone Rai, si mangerà un quinto della tredicesima (in aumento dell’ 1,2% rispetto al 2014), 7,9 miliardi su 39,4. Secondo un’ indagine del Codacons, gli acquisti si concentreranno in alcuni settori, come giocattoli, alimentari o hi-tech, mentre non interesseranno altri comparti come abbigliamento e soprattutto turismo, che risentirà dell’ allerta terrorismo. A frenare un po’ quest’ ondata di ottimismo ci pensano i dati del Pil sul terzo trimestre 2015 forniti dall’ Istat. Il pendolo della crescita oscilla ancora tra 0,8% e 0,9%: si tratta solo di un decimo di punto, che però tradotto in cifre vale 1,6 miliardi di euro e che, soprattutto, nel caso in cui l’ asticella dovesse fermarsi a fine anno sul livello più basso della forchetta, rischia di avere un effetto trascinamento sul 2016 pericoloso per i conti pubblici italiani, in primis per deficit e debito. Rispetto allo scorso anno, chiuso con il segno meno e un Pil negativo dello 0,4%, l’ economia registrerà comunque quest’ anno una netta inversione di tendenza. E su questo punta l’ attenzione, Matteo Renzi. «Dopo tre anni il Pil quest’ anno sarà positivo e meglio delle previsioni di inizio 2015 – ha puntualizzato il premier -. Le cose finalmente iniziano a marciare». Per quanto riguarda l’ emendamento, presentato dal Pd nella legge di stabilità, che consentirebbe di usare il bancomat anche per pagamenti sotto i cinque euro (e che poco piace ai commercianti), il sottosegretario all’ Economia, Enrico Zanetti, si dice contrario specie all’ ipotesi di multare chi non si adegua. Ma Sergio Boccadutri, Pd, è certo che la norma verrà approvata.
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Tags: Confcommercio, consumi, Natale
