«Consumi deboli e tasse record»
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
ROMA Un 2014 ancora nero, soprattutto sul fronte dei consumi: per quest’ anno Confcommercio stima una ulteriore riduzione pari allo 0,2%, dopo la contrazione del 2,4% nel 2013. Mentre le tasse viaggiano sempre su livelli record. Per i consumatori lo scenario è anche peggiore: la caduta dei consumi sarà pari all’ 1,1%, portando così il calo nell’ ultimo triennio a quota -9,2%, secondo Ferderconsumatori e Adusbef. Anche il Codacons parla di risvolti che restano «drammatici». Le imprese devono peraltro fare i conti con la capacità, messa a dura prova, di restare a galla: l’ anno appena chiuso segna, secondo i dati diffusi da Unioncamere, un saldo positivo tra aperture e chiusure (+12.681) ma è il peggiore degli ultimi dieci anni. Quantomeno, però, stando alle rilevazioni del Cerved, c’ è una prima timida inversione di tendenza dall’ inizio della crisi nei protesti e nei tempi di pagamento: nel terzo trimestre 2013, le imprese protestate scendono a 62mila (-6% rispetto allo stesso periodo del 2012), mentre i pagamenti avvengono in media in 77 giorni, con un recupero di 3,5 giorni. Tornando all’ andamento dei consumi, l’ Ufficio studi di Confcommercio, confermando la stima di un -0,2% nel 2014, parla di un dato «ancora fortemente pessimistico», mentre per il Pil è attesa una crescita dello 0,3% (dopo il -1,8% del 2013). Tanto che il presidente della confederazione, Carlo Sangalli, sottolinea che «abbiamo toccato il fondo e smesso di scendere» e che i segnali sono, quindi, «non di ripresa, ma di fine della crisi». Non va meglio, sempre per Confcommercio, sul fronte della pressione fiscale. Il governo l’ ha stimata al 44,2% nel 2014, in lieve calo rispetto al 44,3% del 2013 (e dopo il 43,9% del 2012), sottolinea l’ Ufficio studi di Confcommercio, rimanendo, quindi, «pressoché costante» ed indicando invece «un fenomeno nuovo: la persistenza a livelli record, dal 2012. Per tre anni consecutivi – afferma il responsabile Mariano Bella – la pressione fiscale si è attestata a livelli mai raggiunti prima e per una durata mai vista prima».
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