7 Marzo 2013

Consumi ancora giù La crisi non dà tregua

Consumi ancora giù La crisi non dà tregua

 

Il blocco dei fondi frena la cassa in deroga DA ROMA NICOLA PINI Calo dopo calo, i consumi degli italiani si assottigliano sempre di più. A gennaio le famiglie hanno tagliato i loro acquisti di un altro 2,4% rispetto a un anno prima. E secondo la Confcommercio non c’ è da stare allegri guardando al resto dell’ anno, che si prospetta «particolarmente difficile per l’ economia italiana». Notizie poco incoraggianti arrivano del resto anche dal fronte del lavoro o, per meglio dire, del lavoro che non c’ è. L’ Inps segnala infatti un lieve calo complessivo della cassa integrazione a febbraio (-3,4% annuo), dovuto da una forte diminuzione della cassa in deroga. Ma secondo i sindacati si tratta di un’ illusione statistica. Si registra un minore ricorso agli ammortizzatori in deroga non perché le imprese vadano meglio ma, almeno in parte, perché il 2013 è cominciato con i pagamenti bloccati. Solo nella seconda metà di febbraio, dopo l’ autorizzazione di spesa arrivata del governo, gli stanziamenti per questo ammortizzatore hanno cominciato a riattivarsi. Tornando ai bilanci delle famiglie italiane, l’ Indicatore dei Consumi di Confcommercio registra un’ acutizzazione della fase recessiva dell’ economia. A gennaio il calo è stato del 2,4% rispetto a un anno prima e dello 0,9% rispetto a dicembre 2012. «Un dato grave – commenta il responsabile dell’ ufficio studi di Confcommercio Mariano Bella – specialmente se lo leggiamo insieme agli indici di fiducia di consumatori e imprenditori, al minimo storico, e a quello sulla disoccupazione, che ha segnato un aumento di oltre 100mila posti. Sono segnali che indicano come la recessione si intensifica e si allunga nel tempo, le famiglie non hanno di fronte a sé pochi mesi di crisi ma tutto l’ anno e forse più». «Con il nuovo arretramento, l’ indicatore dei consumi di Confcommercio si riporta sui livelli del 2004 ma – precisa Bella – in termini procapite siamo al livello del 1998». Rispetto a dicembre il calo più accentuato (-0,8%) riguarda alimentari, bevande e tabacchi e le spese per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa. Su base annua invece a soffrire di più sono stati i consumi per beni e servizi per trasporti e mobilità, la cui domanda a gennaio 2013 ha accusato un calo a due cifre (-10,1%). Una riduzione consistente (-3,9%) ha riguardato anche gli alimentari, le bevande e i tabacchi oltre che l’ abbigliamento e le calzature, tutti segmenti che dal 2010 in avanti scontano un ridimensionamento costante della domanda. In controtendenza solo le spese per le comunicazioni, con un +5,7%. A conferma del calo della spesa alimentare anche le rilevazioni di Coldiretti mostrano un crollo del consumo di carne da parte degli italiani, con un taglio annuo del 7% nelle macellazioni bovine nel primo bimestre 2013. Un dato sul quale nelle ultime settimane possono avere pesato anche i timori sull’ utilizzo non regolare di carni equine. Di fronte a questo scenario i consumatori fanno suonare l’ allarme rosso. Il calo degli acquisti «è una sciagura che ci avvicina alla Grecia» avverte il Codacons, mentre per Adusbef e Federconsumatori nel biennio 2012-2013 il crollo dei consumi potrebbe raggiungere il 6,1%. Per quanto riguarda la cassa integrazione la tendenza sarà un po’ più chiara con i dati dei prossimi mesi. A parte la deroga, che ha fatto segnare appunto un crollo (-49% su gennaio e -74% su base annua), le altre voci della Cig restano in aumento: la cassa ordinaria è salita del 28% sul febbraio 2012 e quella straordinaria del 50%. Inoltre anche il -10,9% segnato dalla cig complessiva su base mensile, va valutato alla luce dei tre giorni in meno di febbraio rispetto a gennaio. Insomma, il ricorso agli ammortizzatori «resta elevato», sottolinea Luigi Sbarra, della segreteria Cisl, e occorrono «certezze sulle risorse per la cig in deroga ». Inoltre «dal momento che non tutti i lavoratori in cassa potranno rientrare nelle loro aziende è fondamentale investire per la loro ricollocazione su quelle professionalità che le imprese stentano a trovare». © RIPRODUZIONE RISERVATA A gennaio le famiglie hanno tagliato le spese del 2,4%, Confcommercio prevede altri peggioramenti.

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