4 Giugno 2002

Consumatori contro il Bollino blu

Le associazioni: «Finché la qualità sarà accertata dagli stessi esercenti, non cambierà nulla»

Consumatori contro il Bollino blu

Oggi Sirchia firma il protocollo d`intesa con Sergio Billé



Roma. Il ministro della Salute Gerolamo Sirchia non aveva nemmeno fatto in tempo ad annunciare che sarebbe nato un bollino blu per la qualità dei cibi in collaborazione con Confcommercio, che le associazioni dei consumatori erano già insorte. «Come si può garantire – si chiedeva l`Intesa dei consumatori – la sicurezza alimentare se sono gli stessi esercenti a certificare la qualità di quello che vendono?». Contro il ministro quindi Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che fanno notare al ministero che con il bollino blu non cambia di fatto niente, visto che a garantire la bontà degli alimenti saranno, «come del resto è sempre avvenuto», gli stessi venditori. Per loro la strada da percorrere è un altra: «Sarebbe invece opportuno delegare le certificazioni ad autorità terze, che potrebbero essere anche le stesse associazioni dei consumatori, che non si capisce perché siano state escluse da questo patto». Così come non sarebbe sbagliato puntare tutto sui certificati di rintracciabilità, per far sapere al cliente finale da dove proviene quel determinato alimento. Intanto, il ministero della Salute va avanti e questa mattina Sirchia firmerà il protocollo d`intesa con il presidente di Confcommercio, Sergio Billè, per l`istituzione del «Marchio di qualità». Ha anticipato al riguardo il ministro: «Sarà l`esercente a certificare la qualità del prodotto che acquista dal fornitore. Ovviamente il ?marchio di qualità? dovrà rispondere alla certificazione delle procedure di produzione, conservazione e distribuzione previste per ogni prodotto. Tutti i prodotti della catena del freddo, per esempio, dovranno essere accompagnati da un certificato che assicuri come sono state effettuate le procedure di conservazione dei prodotti». Di riflesso, poi, questo protocollo punta anche a valorizzare i prodotti italiani da una concorrenza straniera che non sempre punta alla qualità. Ma se i consumatori mettono in dubbio la bontà dell`iniziativa, anche gli italiani fanno notare che quella di Sirchia è solo un punto di partenza. Da uno studio dell`Eurobarometro si scopre infatti che il 90% del Belpaese vede la qualità alimentare come problema da risolvere più importante di disoccupazione, di povertà e criminalità. E chiedono che a lavorare su questo fronte sia direttamente l`Unione europea.

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