7 Ottobre 2009

Confcommercio: in ripresa i consumi delle famiglie

 Ma cala la spesa in alimentari. Adiconsum: «Se gli italiani comprano meno cibo hanno meno appetito?»

 ROMA I timidi segnali di ripresa e di uscita dalla crisi arrivano anche dai consumi delle famiglie italiane: anche se con variazioni da dosi «omeopatiche», l’indicatore sui consumi di Confcommercio ha infatti registrato ad agosto il segno più per il terzo mese consecutivo. «Questo andamento consolida l’inversione di tendenza registrata fin da aprile», afferma Confcommercio, che vede segnali di miglioramento anche per il clima di fiducia delle famiglie, ancora in crescita a settembre, tanto da riportarsi sui livelli di inizio 2007. Stando all’indicatore dei consumi dell’organizzazione del commercio, ad agosto i consumi hanno fatto registrare una variazione positiva dello 0,1% su luglio e dello 0,6% su agosto del 2008. Si tratta, dice il presidente dell’organizzazione, Carlo Sangalli, di «segnali deboli ma continui» che ripropongono la necessità di forme di sostegno ai consumi per assicurare un consolidamento della ripresa. «Questi segnali hanno bisogno, ora più che mai, di essere sostenuti per uscire presto e bene da una crisi che ha causato la perdita di molti posti di lavoro e che, soprattutto nel commercio, si è fatta sentire mettendo in sofferenza tante piccole e medie imprese che hanno dovuto chiudere l’attività», spiega Sangalli, che individua due priorità per sostenere i consumi. E cioè, innanzitutto, una riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro, sia attraverso misure di detassazione dei premi e del salario di secondo livello, sia attraverso la detassazione delle tredicesime, seppur in forma parziale e selettiva. Per Confcommercio serve poi «l’estensione degli incentivi anche ai settori in crisi, così come si è fatto per l’auto». Nel dettaglio i dati di Confcommercio sui consumi di agosto segnalano, a livello tendenziale, un incremento registrato dalla domanda relativa ai servizi (+2,1%), mentre per i beni permane, come a luglio, una moderata tendenza alla diminuzione (-0,1%). La crescita delle quantità non si riflette tuttavia nei prezzi di beni e servizi che ad agosto restano negativi (-1,4%), con un calo più evidente per i beni (-2,1%) che per i servizi (-0,5%). I dati di Confcommercio, inoltre, segnalano un calo della domanda delle famiglie per beni essenziali, come gli alimentari, nonchè il disinteresse per gli articoli di abbigliamento. La domanda per la cura della persona scende del 2,6% rispetto ad agosto del 2008 e gli acquisti di articoli d’abbigliamento e calzature evidenziano, anche ad agosto, una flessione dell’ 1,2%. Scende anche la domanda di beni e servizi per la casa, con un ulteriore decremento (-1,6% sul 2008) che conferma le difficoltà del comparto. Giù anche la domanda delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, con una contrazione del 2,1% dei volumi acquistati. Curioso invece il dato che, ad agosto, ha portato su la domanda per servizi ricreativi dell’1,9%: avrebbe pesato infatti in «maniera significativa» la componente relativa ai giochi pubblici, in particolare del Superenalotto. Consumatori critici. «Abbagliati dal sole di agosto».  Così il Codacons, l’organizzazione di difesa dei consumatori, definisce «l’ottimismo» di Confcommercio per i dati sui consumi di agosto.  Il Codacons si domanda infatti come si possano vedere segnali di ripresa, «a fronte di dati con un meno 2,1% nelle quantità vendute per il settore alimentare. Se gli italiani acquistano meno cibo, vuol dire che hanno meno appetito?».

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