12 Gennaio 2022

Confcommercio: i consumi torneranno ai livelli pre-pandemia solo nel 2023

L’Italia chiuderà il 2021 in ripresa, con una crescita del 6,2% del pil e del 5,1% dei consumi, testimonianza della vitalità del nostro tessuto produttivo, precisa il consuntivo annuale elaborato dall’Ufficio Studi di Confcommercio. Eppure, il recupero prosegue più lentamente del previsto a causa dell’incertezza pandemica e inflazionistica, tanto che i consumi torneranno ai livelli pre-pandemia almeno 2023, dato che si attestano ancora al -7,3% sul 2019.

A preoccupare maggiormente Confcommercio sono, però, alcuni settori che non hanno proprio partecipato alla ripresa italiana e restano dunque particolarmente distanti dai livelli pre-pandemici. Nello specifico, si parte dalla ristorazione e dagli alberghi che registrano, rispettivamente, una perdita di consumi del 27,3% e del quasi 35% negli ultimi due anni. Si arriva poi al -16% dei servizi e dal -10,5% di abbigliamento e calzature, passando dal -21,5% dei servizi culturali e ricreativi.

Per di più, l’accelerazione inflazionistica innescata dai prezzi delle materie prime e la nuova ondata pandemica rischiano di bloccare ulteriormente l’ampio potenziale di consumo delle famiglie italiane, che hanno accumulato risparmio forzoso e precauzionale dall’avvento del Covid.

Di fatti, il quadro previsionale della legge di bilancio si è radicalmente modificato perché la nuova recrudescenza dei contagi ha creato un clima di sfiducia e di conseguenza ha frenato i consumi, ha sottolineato Confesercenti. Un problema soprattutto per le piccole e piccolissime imprese italiane del turismo, della ristorazione del commercio e dei servizi, dato che soltanto nell’ultimo mese, il 51% degli italiani dichiara di aver ridotto la frequentazione di pubblici esercizi e uno su tre di aver rinunciato o disdetto una vacanza come di aver evitato di andare nei negozi per timore degli assembramenti.

In tale contesto “grave e allarmante” il Governo deve procedere “subito con sostegni ai settori più colpiti”, cominciando dal rinnovo della cassa Covid e delle moratorie fiscali e creditizie, ha dichiarato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli

Anche secondo la Codacons “senza interventi concreti governativi il percorso verso la ripresa sarà sempre più lento e in salita”, perché l’attuale incremento di prezzi e tariffe frena la spesa ed erode il potere d’acquisto degli italiani. Servono quindi misure per sostenere i consumi, combattere le speculazioni sui listini e difendere la capacità d’acquisto delle famiglie, ha ribadito il presidente Carlo Rienzi.

Non di meno è necessaria una politica dei redditi e un sistema fiscale che sostengano i ceti meno abbienti. La pandemia ha, infatti, peggiorato la condizione economica delle famiglie italiane che continuano a rimandare le spese non strettamente necessarie, e l’inflazione, qualora non frenata, andrà ad erodere ulteriormente il potere d’acquisto degli italiani con “pesanti ripercussioni sui consumi”. A lanciare l’allarme il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), Massimiliano Dona. (riproduzione riservata)

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