22 Giugno 2012

Confcommercio: “Consumi indietro di 15 anni aumento Iva Caporetto per famiglie e imprese”

Confcommercio: “Consumi indietro di 15 anni aumento Iva Caporetto per famiglie e imprese”

FILIPPO SANTELLI ROMA – Arretrano i consumi, tornano sui valori di 13 anni fa. Avanza la pressione fiscale, oltre la soglia del 45%. È il bollettino di un’ economia in rotta quello letto ieri dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli alla riunione annuale dell’ associazione. Dopo la «mazzata» Imu, il colpo decisivo potrebbe arrivare da un ulteriore aumento del-l’ Iva, previsto dalla manovra Salva-Italia: «Da qui al 2014 i consumi calerebbero di 38 miliardi di euro – ha avvertito – sarebbe la Caporetto delle famiglie, delle imprese, del lavoro». Salito sul palco dopo di lui, ci ha provato il ministro Corrado Passera a rassicurare la platea dei commercianti, o degli italiani: «Condivido la tua analisi Carluccio – ha risposto all’ amico Sangalli – lo sforzo del governo per la spending review serve a scongiurare questa ipotesi». Ma un’ analisi del Codacons getta sulle sue parole un’ ombra pesante: se anche l’ esecutivo riducesse l’ aumento Iva ad un solo punto percentuale, dal 21 al 22%, si tratterebbe comunque, per un nucleo di 4 persone, di una stangata da 433 euro. La crisi del commercio è legata a doppio filo a quella delle famiglie. Nel nostro Paese, ha ricordato Sangalli, è la domanda interna a costituire l’ 80% del prodotto. Ed è nelle finanze domestiche, ancora più che sull’ export, che si misura il ritardo dalla locomotiva Germania. L’ ufficio studi di Confcommercio stima che quest’ anno il Pil pro capite degli Italiani arretrerà a 25.699 euro, sotto la cifra del 1999. E i consumi pro capite, a 15.355 euro, torneranno ai valori del 1998. Ancora peggio faranno quelli alimentari, segnala il Codacons: indietro di 33 anni, al 1979. «All’ Italia e all’ Europa chiediamo di mettere la faccia per la crescita», ha commentato Sangalli, ascoltato in prima fila dai tre segretari dei partiti di maggioranza, Alfano, Bersani e Casini, e da diversi esponenti del governo. «Con il decreto Sviluppo abbiamo puntato le poche risorse disponibili sui piani città, sulle infrastrutture, sulle ristrutturazioni », ha replicato Passera. E assicurato che nei prossimi mesi «crescita e occupazione» saranno le grandi battaglie dell’ esecutivo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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