7 Aprile 2009

Confcommercio: a febbraio l’indice Icc recupera lo 0,6%

L’effetto degli incentivi tocca anche i consumi Ancora lontana l’uscita dal tunnel I prezzi restano sotto controllo

MILANO Continuano a scendere i consumi con una flessione del 4% a febbraio rispetto allo stesso mese del 2008, ma a livello congiunturale, si registra un recupero dello 0,6%, secondo l’Indicatore dei consumi (Icc) elaborato Confcommercio, che lascia ben sperare per il futuro. Un segnale positivo dunque a febbraio che si aggiunge alla leggera attenuazione del pessimismo delle imprese industriali(si veda Il Sole 24 Ore del 5 aprile). La crescita dello 0,6% (in quantità) dell’Icc a fine febbraio rispetto al mese precedente è dovuta soprattutto al miglioramento del comparto dei beni e servizi per la mobilità (+6,2%) per il normalizzarsi del trasporto aereo e l’avvio degli incentivi all’acquisto di auto. Moderata crescita anche per i settori casa e alimentari (per entrambi + 0,3%). In calo beni e servizi ricreativi (-1,6%), mentre alberghi, pasti e consumazioni fuori casa registrano solo una leggerissima flessione dello 0,1%. La contrazione dei consumi però si fa sentire a livello tendenziale con una riduzione, in quantità, del 4% affiancata da un peggioramento del clima di fiducia delle famiglie che è tornato a scendere dopo un bimestre caratterizzato da un moderato recupero. L’andamento negativo dell’Icc di febbraio su base annua dipende in particolare dal calo della domanda di beni (-5,1%) accompagnato da una flessione nei servizi (-1,4%). In moderato aumento (+0,6%) i prezzi al consumo a causa dell’arrestarsi della fase riflessiva dei prezzi nel settore della cura della persona. In calo (stime per quantità) le spese per beni e servizi ricreativi (-1,6%), alberghi e ristoranti (-1,9%): «Prosegue il trend negativo ormai da alcuni mesi che riflette sia la minore domanda degli italiani sia la minore presenza dei turisti stranieri» commentano da Confcommercio. Ancora in forte flessione beni e servizi per la mobilità (-16,4% su base annua) a causa, secondo Confcommercio, della riduzione delle vendite di auto e motocicli – interrotta ora dall’effetto incentivi –, e della forte concorrenza esercitata sul trasporto aereo dal trasporto ferroviario. Anche la domanda di beni e servizi per la cura della persona, che era risultata nei mesi precedenti una delle poche voci con un’intonazione positiva, ha registrato una contenuta diminuzione (-0,1%). Dopo la stagnazione di gennaio gli acquisti di articoli d’abbigliamento e calzature hanno mostrato un’ulteriore riduzione (-2,6%). Unico trend positivo è dato dalla domanda per le comunicazioni, con un incremento del 3,7%. Calano i consumi, ma non i prezzi, è il commento di Adiconsum ai dati di Confcommercio. «La riduzione del costo dell’energia, delle materie prime e del denaro dovrebbero comportare una sensibile riduzione dei prezzi che fino ad oggi non si è verificata» afferma il segretario generale Paolo Landi. Occorre andare «oltre le insufficienti e irrisorie risorse stanziate per social card e bonus famiglie », chiedono Adusbef e Federconsumatori, che suggeriscono una defiscalizzazione del reddito fisso per lavoratori e pensionati di almeno 1.200 euro l’anno e una riduzione del 20% dei prezzi dei beni di largo consumo.  Il Codacons chiede invece ai commercianti di abbassare immediatamente i prezzi di almeno il 10 per cento.

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