5 Gennaio 2012

Commercio no-stop, il grande caos I consumatori contro la Regione  

Commercio no-stop, il grande caos I consumatori contro la Regione
  Codacons toscana: «denunceremo rossi all’ antitrust se farà ricorso»

FIRENZE LA GUERRA degli orari ormai è senza quartiere. Supera steccati di partito e di categoria, non incasella favorevoli e contrari alle aperture notturne e festive dei negozi nemmeno tra cittadini e dipendenti del commercio. Basta una parziale analisi dei risultati del sondaggio su La Nazione. La maggioranza dei consumatori si dichiara favorevole, tra i lavoratori del commercio il no prevale, anche se non in maniera schiacciante, mentre i commercianti sono divisi a metà. Prova evidente di una confusione destinta a crescere. La pioggia di dichiarazioni continua incessante. Dopo i tre colossi della grande distribuzione (Unicoop, Esselunga e Conad), pronti alla sfida delle domeniche, scendono in campo le associazioni di categoria. «Temiamo che con questa liberalizzazione tanti piccoli negozi e piccolissimi esercizi di vicinato, cuore pulsante delle nostre città, già strozzati da affitti altissimi e dalla concorrenza di multinazionali, già messi a dura prova dalla crisi degli ultimi anni, si troveranno a dover chiudere, lasciando nei centri urbani il vuoto, il rischio della omologazione culturale e commerciale, e il degrado dei centri storici e dei quartieri minori». E’ il «de profundis» recitato da Stefano Bottai, presidente di Confcommercio Toscana, che aggiunge: «Sappiamo che un’ impresa dove lavora solo il titolare non potrà tenere aperto 7 giorni su 7 e competere con le grandi catene commerciali. Temiamo fortemente che per un posto di lavoro precario creato in un centro commerciale si andrà a perdere un negozio che dà impiego e sostentamento a un’ intera famiglia». Un saldo negativo sottolineato anche da Confartigianato Firenze, che parla di «un’ economia duramente provata dalla crisi che sarà messa ko dalle liberalizzazioni e dallo shopping no stop. Ci schieriamo con il governatore Rossi se ricorrerà alla Corte Costituzionale contro le norme sul commercio». DI SEGNO radicalmente opposto la reazione del Codacons Toscana. «Se Rossi deciderà di ricorrere alla Consulta contro l’ articolo 31 della manovra Monti, verrà denunciato all’ Antitrust, e nei suoi confronti sarà chiesta una sanzione salatissima in relazione ai danni alla concorrenza prodotti. Opporsi a un provvedimento che i consumatori chiedono da 20 anni è assurdo e dannoso, perché liberalizzare il commercio vuol dire salvare migliaia di negozianti dalla bancarotta, far riprendere l’ economia nazionale e offrire maggiori possibilità ai cittadini». Per l’ associazione le mancate liberalizzazioni e i freni alla concorrenza sul commercio al dettaglio costano 8 miliardi di euro ai consumatori. PARLA di «psicodramma del Pd sulle liberalizzazioni degli orari» il coordinatore fiorentino e deputato del Pdl, Gabriele Toccafondi. «Il Pd si decida; a livello nazionale è favorevole mentre a livello regionale fa ricorso contro il testo della manovra che è stata approvata anche dal Pd». «Da un lato scavalca il governo, dall’ altro esautora i Comuni delle loro funzioni. In un colpo solo il presidente Rossi riesce a creare ancor più confusione nel già complesso campo della liberalizzazione degli orari delle attività commerciali: il risultato è un ricorso alla Corte Costituzionale, dall’ esito prevedibilmente negativo» afferma Nicola Nascosti, consigliere regionale del Pdl. La politica è divisa, ma le associazioni sono compatte. Dopo l’ allarme del presidente Vivoli, Massimo Biagioni, direttore di Confesercenti Toscana, replica alle parole di Campaini, presidente Unicoop Firenze. «Se si scatena la guerra della giungla la vera antilope saremmo noi, ma anche i consumatori che avranno minori servizi e prezzi più alti. I nostri negozi sono la vera ricchezza del Made in Italy per i quali abbiamo speso parole e finanziamenti che non siamo intenzionati a rimangiarci».

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