18 Giugno 2011

Com’ è leggera la borsa della spesa

Com’ è leggera la borsa della spesa
 

A lla fine tocca anche al cibo. Se fino ad ora la crisi aveva condizionato tutto il reparto del commercio, salvando però nelle quantità (un po’ meno comunque nella qualità) il settore alimentare nella sua generalità, cioè la spesa di tutti i giorni, la situazione adesso si aggrava soprattutto per i piccoli negozi. Lo dimostrano i dati (vedi anche tabella) che emergono dal rapporto sul settore di Unioncamere Toscana, con conclusioni anche troppo evidenti: in generale, la flessione delle vendite riguarda sia i piccoli negozi (meno 3,3%) che le medie strutture (-1,5), ed in misura invece marginale la grande distribuzione (-0,1). Quanto ai comparti merceologici, le imprese commerciali della Toscana sono caratterizzate da un ulteriore e deciso ridimensionamento delle vendite sia appunto di prodotti alimentari (-2,1%) che di non alimentari (-2,2), con il "food" che comunque, per la prima volta nell’ ultimo quinquennio, presenta un bilancio peggiore di quello nazionale, che si ferma ad un calo dell’ 1,1, sempre naturalmente in percentuale. Risparmi a tappeto. «E’ proprio vero, adesso si risparmia anche sull’ acquisto di prodotti di prima necessità come appunto gli alimentari – commenta Massimo Vivoli, presidente regionale di Confcommercio -. E questo perché i dati di Unioncamere confermano quanto, inascoltati, stiamo dicendo da diverso tempo. Secondo le nostre rilevazioni in tre anni le famiglie toscane hanno tagliato infatti del dieci per cento i propri consumi con punte del quindici nel settore dell’ abbigliamento e delle calzature. Ma adesso ad essere colpito, come si diceva, è anche il settore alimentare che negli scorsi anni aveva tenuto. Secondo le nostre rilevazioni, ad essere penalizzati sono prevalentemente i prodotti freschi come carne, pesce, frutta e verdura, che specialmente nella terza e quarta settimana del mese tornano ad essere ridimensionati a vantaggio di prodotti confezionati di bassa qualità». Entrando ancora più nel dettaglio, a farne le spese, secondo un’ analisi della stessa Confesercenti, sono infatti gli acquisti di prodotti pregiati, e quindi migliori per la salute, come carne e pesce che nello scorso marzo, rispetto allo stesso mese dell’ anno scorso, hanno perso un buon 3,5 per cento, mentre la frutta e la verdura, oltre al costo crescente derivato dall’ aumento dei prodotti petroliferi per il trasporto, scontano anche le tensioni del batterio killer Eschericchia Coli, subendo una flessione, nelle ultime settimane, di un abbondante 15 per cento (calcolo del Codacons), con punte del 60 per quanto riguarda ad esempio i cetrioli (dato Unicoop Tirreno), imputati in prima battuta e poi assolti per l’ infezione alimentare. «I piccoli negozi vedono scendere il loro volume di vendite e anche il comparto alimentare ha visto peggiorare la situazione nel giro di sei mesi – aggiunge Stefano Bottai, presidente regionale di Confcommercio -. Ora servono misure di stimolo e non di freno ai consumi, perché l’ obiettivo è restituire potere d’ acquisto alle famiglie e fiducia alle imprese». Primi rimedi. La prima reazione commerciale alla borsa della spesa un po’ più vuota arriva comunque dalla grande distribuzione, come spiega Paolo Bertini, responsabile delle relazioni esterne di Unicoop Tirreno. «Per la prima volta abbiamo deciso di introdurre un paio di giorni fa lo sconto progressivo nei supermercati e minimarket – spiega -. Si chiama Più compri, più risparmi e funziona così: il primo prodotto viene scontato del 20 per cento, il secondo identico del 30 e il terzo, sempre dello stesso tipo, del 40. Il vecchio "tre per due" piace meno ed abbiamo deciso questa nuova iniziativa su diversi prodotti, insieme ai colleghi di Unicoop Firenze». Insomma, una strategia svuota-magazzini. I primi risultati? Tra quindici giorni. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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