8 Settembre 2011

Colpiti auto, giochi e vestiti Per le famiglie botta di 100 euro

 
Automobili, vestiti e giochi. Sono i settori
che corrono il rischio di essere più colpiti dall’au –
mento dell’Iva deciso dal governo e infilato al fotofinish
nella manovra bis sui conti pubblici. Lombardia,
Lazio eVeneto- guardandodaun puntodi
vista geografico – le regioni più colpite dal ritocco
all’insù dell’imposta sui consumi. A poche ore di
distanza dal giro di boa, al Senato, della finanziaria
d’emergenza, gli addetti ai lavori valutano il giro di
vite fiscale, con le prime mappe sugli effetti per i
consumi e per il gettito.
L’esecutivo di Silvio Berlusconi ha preferito non
agire sulle aliquote Iva agevolate al 4% e al 10%.
Mentre ha portato quella ordinaria dal 20% al 21%.
Ritocco che a regime, nel 2013, porterà nella casse
dello Stato circa 4 miliardi di euro l’anno (700 milioni
nell’ultimo scorcio del 2011). Cifra che contrbuisce
ad alzare il saldo finale della manvora bis da
45,5 miliardi a 54,2: un record per il nostro Paese.
La Cgia di Mestre ha già calcolato l’aggravio per
famiglia: varia da reddito a tipo di nucleo e – secondo
gli artigiani di Mestre – può arrivare al massimo
fino a 123 euro. Il punto in più di Iva voluto dal governo
per tenere a galla i conti pubblici si ripercuoterà
quasi inevitabilmente sui prezzi dei beni e
dei servizi. Lo shopping è destinato a diventare un
po’ più caro. E la Cgia ha preso in considerazione
le fasce di reddito che vanno da un minimo di
15mila ad un massimo di 55mila euro e per ognuna
di esse ha calcolata l’incidenza dell’aumento in
diversi casi. Per un reddito di 15mila euro si va da
un aggravio annuo di 37,54 euro senza famigliari a
carico ad uno di 60,64 con coniuge e 2 figli; per i
redditi di 30mila euro le cifre passano da 58,27 a
77,84 euro. L’ultima fascia di reddito considerata,
ovvero gli stipendi, di 55mila euro è chiaramente
quella con gli aumenti più consistenti con un minimo
di 99,75 per coloro che non hanno familiari a
carico ad un massimo di 123,21 per chi ha coniuge
e 2 figli.
Il conto più salto, sul piano geografico, arriverà
nelle zone settentrionali. Con l’eccezione del Lazio,
infatti, sono prevalentemente del Nord le regioni
in testa alla classifica del gettito sul territorio.
Sui 4,1 miliardi stimati come gettito in più, quasi 1
(960,9 milioni per l’esattezza) saranno assicurati
dalla Lombardia. Quasi il doppio rispetto ai 597,2
millioni del Lazio e il triplo rispetto ai 395 milioni
del Veneto. Nel ranking, poi, seguono Emilia-Romagna
Romagna
(330,7), Piemonte (297,9) e Toscana
(253,4). Minimo, invece, l’apporto di Umbria (61,3
milioni), Abruzzo (60,1 milioni) e Basilicata (22
milioni).
Sullo sfondo i timori delle associazioni di categoria,
dei commercianti e dei consumatori. Per
Confcommercio ilrischio è che «l’Italia paghi, tutta
insieme, un conto davvero troppo pesante».
«Ogni aumento dell’Iva – ha osservato Confesercenti
– si va tra l’altro a sommare ai recenti rialzi
delle materie prime che a sua volta stanno surriscaldando
l’inflazione». Per il Codacons la decisione
di aumentare l’Iva è «da irresponsabili» e va
a a colpire anche le famiglie più povere. L’aumen –
to dell’Iva – ha sottolineato Federalimentare – riguarda
un terzo dei prodotti alimentari abitualmenteacquistati
e, considerato che si viene giàda
cinque anni di flessione nei consumi alimentari
domestici, frena ogni possibilità di rimbalzo della
spesa e incentiva l’inflazione.
C’è da dire che l’eventuale incremento dell’ali –
quota ordinaria Iva fa salire tra l’altro l’Italia in testa
alla classifica dei vari regimi di aliquote ordinarie
praticati dai maggiori Paesi europei. In Germania
è infatti al 19,6%, in Francia al 19,6%, in Spagna
al 18%, e in Gran Bretagna si attesta al 20%.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this