14 Gennaio 2020

Codacons, pronta una petizione sul 5G: “Chiediamo un consiglio comunale aperto”

“Stiamo per entrare nella quinta generazione di rete mobile. Le sperimentazioni sono già partite anche in Italia e Catanzaro si accinge a essere tra le località che proveranno in maniera pionieristica il nuovo “5G”. Quel che è certo è che sarà un segnale molto potente, il più veloce di sempre: il che finirà per tradursi in innegabili benefici nella vita di tutti i giorni, eppure alcuni autorevoli studiosi nutrono timori sui possibili effetti che questa massiccia esposizione potrebbe avere sulla nostra salute. Di nuovo c’ è che mentre oggi la trasmissione avviene da una “antenna” ad un apparecchio ricevente, come può essere un computer o un telefonino e quindi parliamo di un trasferimento point to point – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – con il nuovo sistema la trasmissione sarà “multipoint”, ovvero tantissime piccole “antenne” trasmetteranno contemporaneamente verso i nostri apparecchi. Inoltre mentre oggi una “antenna” copre un raggio di circa 5km, con la nuova architettura ci sarà una proliferazione di piccole “antenne” atteso che avranno un raggio di azione di appena poche centinaia di metri. In buona sostanza saremo bersagliati in maniera ben più capillare. Non vogliamo lanciare inutili allarmismi, anche perché non siamo in grado di comprendere gli effetti che questa maggiore densità comporterà sulla popolazione e sull’ ambiente. Di certo c’ è che la letteratura scientifica ritiene che l’ aumento del rischio di patologie tumorali, legato all’ esposizione ai campi magnetici sia una “clear evidence”. Quanto al 5G non ci sembra ci siano rassicurazioni tali da farci dormire tranquilli. Non a caso si parla di “sperimentazione”. Sicchè si imporrebbe molta cautela. E proprio per questa ragione si dovrebbe applicare il “Principio di precauzione”, ovvero la massima cautela trattandosi di questioni scientificamente controverse. Sulla scorta di tale principio abbiamo lanciato una raccolta firme per fare in modo che l’ Amministrazione comunale sia tenuta ad esprimersi sulle nostre richieste e portarle all’ ordine del giorno in un apposito consiglio comunale. Le firme non vogliono certo fermare il “progresso”, così come qualcuno ci accusa – prosegue Di Lieto – ma servono affinché, ai sensi dello statuto comunale, venga convocato un consiglio comunale sull’ argomento. Magari con la partecipazione di qualcuno che abbia adeguate competenze. Riteniamo doveroso che si possa discutere liberamente sui possibili rischi e sulle eventuali garanzie, senza imbarcarci in una sperimentazione che potrebbe rivelarsi nociva” conclude Di Lieto. redazione@giornaledicalabria.it.

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