19 Aprile 2013

Codacons denuncia ministro Balduzzi

Codacons denuncia ministro Balduzzi

Il Codacons denuncia il ministro della Salute Renato Balduzzi e chiede il ritiro dal mercato in tutto il Lazio dei prodotti che, a causa della presenza di arsenico, possono essere dannosi per la salute. Ma l’Istituto Superiore di Sanità precisa che i dati sull’arsenico nell’acqua in alcuni comuni del Lazio ‘se da un lato sono un’indicazione netta della necessità di intervento a vari livelli, a partire dalla dearsenificazione delle acque che è stata già avviata e che deve essere completata entro l’anno per rientrare nei limiti stabiliti dall’UE, dall’altro non devono essere interpretati come un’indicazione di rischio immediato e indifferenziato per le popolazioni residenti’.
‘Non esiste una versione completa delle analisi – precisa l’Iss in una nota – poiché le elaborazioni sono ancora in corso’. ‘Il ministro della Salute Renato Balduzzi ha dato alla popolazione assicurazioni sul fatto che l’arsenico non è un pericolo. E’ un falso clamoroso e pericoloso, per questo lo abbiamo denunciato’, tuona invece il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che ha convocato una conferenza stampa sabato alle 12 a Viterbo, in cui chiederà anche il sequestro nel Lazio di tutti i prodotti contaminati.
‘Bevendo un bicchiere d’acqua – dice Rienzi – non si muore di certo, ma facendolo per anni si arriva quasi sicuramente al tumore. Balduzzi non si può permettere di fare certe affermazioni’. A Viterbo porteranno la propria testimonianza anche alcune persone malate. ‘Come le abbiamo trovate? Ci hanno scritto in molti – continua – non solo da Viterbo ma anche da Latina’. Nella Tuscia sono circa 40 su 60 i comuni in cui sono in vigore le ordinanze sindacali di non potabilità. La situazione ha subito più di uno scossone, dopo la divulgazione dello studio epidemiologico dell’Istituto superiore di sanità, condotto sulla popolazione residente dove esiste il problema dell’arsenico. Come la levata di scudi delle associazioni di categoria: la Cna di Viterbo e Civitavecchia martedì incontrerà le imprese con i propri legali per l’avvio di azioni penali, finalizzate a ottenere risarcimenti. Anche il sindaco del capoluogo, Giulio Marini, aveva minacciato denunce e querele per procurato allarme e danni al territorio.
‘Ma poi – spiega – ho avuto modo di chiarirmi con il presidente dell’Iss, Enrico Geraci. Diciamo che la mia risposta indignata ha prodotto preoccupazione, ora vediamo cosa succederà. A Viterbo due potabilizzatori sono già in funzione, altrettanti lo saranno entro 15 giorni. Ne mancano ancora quattro, per una spesa di 3,5 milioni di euro’. Intanto sul Lazio pende la spada di Damocle della procedura di infrazione da parte dell’Ue, visto che il 31 dicembre scorso è scaduto l’ultimatum per risolvere l’emergenza arsenico. Che oggi, in base alle ordinanze in vigore in gran parte della Tuscia, consente l’utilizzo dell’acqua solo per il lavaggio di indumenti, stoviglie e ambienti, lo scarico del water e per gli impianti di riscaldamento. Vietato bere, cuocere, preparare alimenti e bevande, lavarsi i denti e pure fare la doccia, se si hanno patologie cutanee.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox