28 Marzo 2006

Codacons contro Telecom per l?aumento delle spese di spedizione bolletta




Se ne sono accorti in pochi, ma nelle ultime bollette Telecom arrivate a casa degli utenti la voce “spese di spedizione bolletta“ è raddoppiata, passando da 0,17 euro a 0,37 euro, a cui deve essere aggiunta l`Iva. La denucia è del Codacons.



“Basta fare due calcoli -sottolinea l`associazione dei consumatori- per capire che tale voce rappresenta una bella spesa per la collettività: per la spedizione della bolletta ogni utente pagherà adesso 2,64 euro annui, contro i precedenti 1,22 euro, un aumento di oltre il 100%. Se si moltiplica l`importo per il numero di utenti Telecom (circa 20 milioni), dalle tasche degli utenti uscirà la bellezza di 52.800.000 euro ogni anno?.



Il paradosso – afferma il Codacons – è che la voce “spese di spedizione bolletta“ che la Telecom impone ai suoi clienti, è assolutamente illegittima, come hanno stabilito vari Giudici di Pace in tutta Italia. Per tale motivo il Codacons ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e una diffida all`Autorità delle comunicazioni affinché verifichino se il comportamento dell`azienda telefoniche, che raddoppia una spesa a cui i consumatori non sono tenuti, possa configurare eventuali reati, compreso quello di truffa.



Pronta la replica del gruppo telefonico che sostiene che l`adeguamento delle spese di spedizione della bolletta “è conseguenza diretta dell`aumento dei costi delle stesse che Telecom Italia deve sostenere“. “Le spese pagate dal cliente – continua Telecom ? sono esattamente pari al costo che l`azienda deve corrispondere per il servizio di spedizione“. Telecom Italia precisa inoltre di aver applicato tale adeguamento “a decorrere dalla bolletta relativa al primo bimestre 2006, dopo averne dato preventiva informazione alla clientela“.



Telecom ribadisce poi la legittimità dell`addebito, ricordando che “la legge stabilisce che non debbano essere applicate al cliente solo le spese relative all`emissione della bolletta e non quelle connesse alla spedizione, così come previsto anche dalle condizioni generali di abbonamento che regolano il rapporto tra l`azienda e la propria clientela“. La legittimità della richiesta di pagamento al cliente delle spese di spedizione, conclude la nota, “è stata infine riconosciuta da alcune risoluzioni ministeriali e da decisioni delle competenti commissioni tributarie, nonchè da numerose sentenze di segno opposto a quelle a cui fa riferimento il Codacons“.


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