27 Marzo 2002

«Club privati, niente sanatoria»

Confesercenti e Confcommercio bocciano il Piano dei pubblici esercizi. «No» ad altri bar nel centro

«Club privati, niente sanatoria»

Oggi la questione all`esame della commissione Annona



«Circoli privati e caffetterie, la sanatoria non s`ha da fare». E` stata unanime la richiesta delle associazioni di categoria all`assessore Ennio De Leo, di An, ieri mattina, nell`incontro per esaminare l`ampliamento del contingente dei pubblici esercizi. La bozza del Piano predisposta dall`ufficio Attività produttive del Comune verrà analizzata questa mattina dalla commissione Annona, e all`ordine del giorno della riunione c`è pure il Piano commerciale. Ieri, si diceva, come anticipato dalla Gazzetta, le associazioni di categoria hanno posto alcune obiezioni, contestando, innanzitutto, la proposta di “sanatoria“ delle posizioni dei club privati e delle caffetterie. Nel caso dei primi accade spesso che, pur essendo riservato l`accesso ai soci, diano accoglienza ad avventori non tesserati, e questo in più d`una occasione. L`idea dell`amministrazione comunale era quella di dare la possibilità ai titolari di trasformare la licenza, per non correre più il rischio di dar vita a situazioni illegali. Analogamente, nelle caffetterie, dove non è possibile consumare alcolici nè superalcolici, i clienti non mancano di ordinare mezzo whisky o un «grappino». Anche in questo caso, l`idea era quella di consentire la trasformazione dell`autorizzazione. Ma sia le associazioni di categoria – Confesercenti, Confcommercio ed Associazione dei commercianti – sia quelle dei consumatori – Codacons – hanno “bocciato“ l`ipotesi, così che quest`ultima potrebbe essere definitivamente accantonata dall`amministrazione comunale.
Viceversa, la posizione è risultata differenziata a proposito dell`ampliamento dei pubblici esercizi. In tutto, è stata prevista l`apertura di 317 tra bar e ristoranti, distribuiti nell`area urbana e lungo il litorale. Proprio nelle marine dovrebbero essere avviate le attività più numerose (78: 43 bar e 35 ristoranti). Seguono la zona 167 (con 33 ristoranti e 32 bar in arrivo), ed il centro storico (dove potrebbero essere rilasciate 40 nuove licenze per 25 bar e 15 ristoranti). Ma a Confcommercio e Confesercenti il numero è risultato eccessivo rispetto alla situazione attuale ed alle esigenze della città. In particolare, ritengono saturi il centro ed il quartiere Mazzini (in quest`ultima zona la bozza del Piano prevede altri 17 ristoranti e dieci bar), ed hanno suggerito di limitare al massimo nuovi insediamenti, individuando sub-aree dove risulta necessario inserire eventuali nuove attività. Ma anche per le altre zone della città l`ampliamento è stato ritenuto sproporzionato. Confesercenti e Confcommercio – rappresentate la prima da Marco Povero, la seconda da Federico Pastore – ritengono siano sbagliati i parametri presi a riferimento dell`elaborazione dell`ampliamento del contingente, Da qui l`obiezione per l`ampliamento pure nelle altre zone della città. Nelle prossime ore elaboreranno una proposta alternativa che presenteranno all`amministrazione comunale.
I rappresentanti delle associazioni di difesa dei consumatori, invece, condividono senza riserve il Piano. La posizione del Codacons è stata espressa da Piero Mongelli, il quale ha suggerito l`opportunità di scaglionare negli anni il rilascio delle licenze.
Via libera ai nuovi pubblici esercizi è stata data pure dai rappresentanti dell`Ugl.
Oggi, dunque, la parola passa alla commissione Annona, presieduta da Roberto Marti, di Forza Italia. C`è da ricordare che nella redazione del Piano l`assessore De Leo ed i funzionari del settore Attività economiche e produttive del Comune hanno tenuto conto dei flussi dei turisti, dei lavoratori e degli studenti, nonchè delle abitudini alimentari che vanno sensibilmente mutando. Le famiglie – sia l`intero nucleo sia i singoli componenti – sembrano privilegiare sempre più i pasti fuori casa. Determinante, in questa abitudine, è l`aumento delle donne lavoratrici e la mobilità in aumento, in ogni settore sociale. Entrambi i fattori sottraggono sempre più spazio alla cucina ed al ritrovo intorno al desco.
D`altra parte, i dati sull`andamento turistico hanno rilevato un deciso incremento delle presenze nelle ultime stagioni che, unito all`aumento della popolazione universitaria, offrono il quadro dell`evoluzione della realtà urbana e delle nuove esigenze in fatto di ritrovo e di consumi alimentari.

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