24 Dicembre 2017

I clienti contro Apple Sabota gli iPhone per creare il mercato dei nuovi modelli

negli stati uniti avviate tre class action dopo che l’ azienda ha confessato interventi per «rallentare» i vecchi cellulari
gianluca de maio Guai in vista per Apple. Negli Stati Uniti sono state avviate tre class action dopo l’ ammissione da parte di Cupertino di aver rallentato deliberatamente le precedenti versioni del loro smartphone, l’ iPhone, in seguito alla commercializzazione della nuova edizione. L’ azienda fondata da Steve Jobs ha detto di aver introdotto un algoritmo negli aggiornamenti dei modelli meno recenti per consentire di avere le migliori prestazioni possibile compatibilmente con batterie vecchie. Ma «Apple sapeva che la sostituzione della batteria avrebbe migliorato la performance dei dispositivi più vecchi», afferma una delle azioni intentata in Illinois.parole fuorvianti Secondo l’ azione collettiva promossa in California, Cupertino avrebbe invece «fornito dichiarazioni fuorvianti che puntavano a nascondere la natura e lo scopo del difetto». In sintesi, avrebbe opacamente cercato di «indurre i consumatori ad acquistare nuovi telefoni». In questo caso, la parte civile, il signor Keaton Harvey, sostiene che il suo iPhone 6 tendeva a spegnersi improvvisamente anche quando l’ indicatore della percentuale della batteria era oltre il 50%. Il tutto mentre il dispositivo avrebbe manifestato segni di una sempre maggiore lentezza: per questo, si sarebbe trovato costretto a comprare un nuovo smartphone, sborsando la ragguardevole cifra di 1.000 dollari. L’ accusa chiede pertanto che Apple renda note le modifiche effettuate nel sistema operativo e risarcisca le persone con iPhone mal funzionanti o che li ripari, fornendo nuove batterie ai consumatori incappati in questa tipologia di problemi. Infine, nell’ azione legale intrapresa a Los Angeles si afferma che Apple, rallentando di proposito gli iPhone, sarebbe addirittura incorsa nella violazione della proprietà privata.calo di prestazioni La bufera è esplosa dopo che, tempo fa, alcuni possessori di iPhone 6, 6 Plus, 6s e 6s Plus avevano riscontrato un calo di prestazioni del proprio smartphone a seguito dell’ aggiornamento del sistema operativo. L’ ipotesi che ci fosse una connessione tra rallentamento e aggiornamento è stata di fatto confermata pochi giorni fa dalla stessa Apple, che ha dichiarato: «Il nostro obiettivo è quello di offrire ai clienti la migliore esperienza, che include performance di alto livello e il prolungamento del ciclo vitale dei dispositivi. Le batterie agli ioni di litio diventano con il tempo sempre meno capaci di fornire i picchi di corrente richiesti, oltre ad avere una bassa capacità di ricarica nel tempo. Aspetti che possono causare una spegnimento anomalo dei dispositivi al fine di prevenire danni alle componenti». Apple ha quindi precisato: «Lo scorso anno abbiamo rilasciato una nuova feature per iPhone 6, iPhone 6s e iPhone Se, pensata per ottimizzare i picchi di corrente richiesti e prevenire lo spegnimento improvviso. Abbiamo portato questa nuova funzionalità anche su iPhone 7 con iOs (il sistema operativo, ndr) 11.2, con la prospettiva di estenderla anche ad altri dispositivi in futuro».Cupertino, insomma, afferma che il nuovo sistema sia stato introdotto per assicurare ai dispositivi una vita più lunga possibile. Non ci sarebbe quindi volontà di spingere gli utenti ad acquistare nuove (e più costose) versioni dell’ iPhone. Tuttavia, numerosi americani non sembrano convinti della spiegazione. E accusano Apple di scorrettezza e «immoralità». Bisognerà attendere adesso l’ esito delle class action e capire eventualmente se ne saranno intentate di nuove. Tanto più che, per il momento, Cupertino non ha rilasciato dichiarazioni sulle azioni legali. Reazioni anche in Italia: il Codacons ha infatti annunciato un esposto alla Procura di Roma e all’ Antitrust e minacciato una class action nel caso in cui siano accertate condotte illecite.Del resto, non è esattamente un periodo tranquillo per l’ azienda guidata da Tim Cook. Nella contesa giudiziaria che la vede contrapposta alla società americana Qualcomm, Apple è stata infatti condannata da un giudice federale a pagare una multa di 25.000 euro al giorno dal 16 al 29 dicembre per non aver consegnato al tribunale tutta la documentazione necessaria. Una sanzione che potrebbe addirittura aumentare, nel caso Cupertino non rispettasse i suoi obblighi entro la fine di dicembre. La mela morsicata rischia un Natale pieno di preoccupazioni.

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