1 Febbraio 2008

Class action, arma per i cittadini

Class action, arma per i cittadini
Al via da giugno cause collettive contro società fornitrici di beni e servizi

La legge finanziaria 2008 (con l`articolo 2, comma 445) ha “armato“ la mano dei cittadini, che potranno ora partecipare a cause collettive contro società fornitrici di beni o servizi. Un`arma importata direttamente dagli Stati Uniti e raccontata in Italia dai romanzi di John Grisham o da film come “Erin Brockovich“. Negli ultimi dieci anni negli Usa ha fatto perdere alle aziende una media di 680 miliardi di dollari, in termini di capitalizzazione di Borsa (stima “Reset Class Action National Group“). La prima “class action all`italiana“ non partirà però prima di fine giugno, una volta trascorsi 180 giorni dall`approvazione della Finanziaria. Nel frattempo, comitati di cittadini e associazioni di consumatori scaldano i motori. L`ultimo annuncio, in ordine di tempo, è contro i contatori del gas truccati. Codacons e Adoc pensano infatti a una class action contro le società che saranno considerate responsabili dalla procura di Milano. Rimborso medio previsto per utente: 1.500 euro. Il Codacons ha anche annunciato un`azione collettiva contro la Calcestruzzi spa, rea, secondo le accuse, di aver costruito opere con cemento impoverito. Le aziende più prese di mira saranno comunque Poste, banche e operatori telefonici. A Torremaggiore, entroterra di Foggia, per 20 giorni le lettere non sono arrivate; a Bari vengono recapitate a singhiozzo. “Ho lanciato la proposta della class action contro le Poste ? racconta Virgilio Caivano, del Coordinamento nazionale piccoli comuni ? e in pochi giorni mi sono arrivate già cinquemila segnalazioni dalla Lombardia alla Puglia“. Contro le banche si lancia l`Adusbef, che raccoglie adesioni per una futura class action contro la ricapitalizzazione trimestrale degli interessi, operata illegittimamente da molti istituti. Federconsumatori se la prende invece con le truffe legate a quei numeri telefonici a pagamento, che iniziano con 899. Altro fronte caldo è quello dell`emergenza rifiuti. Un esposto-denuncia è stato presentato alla procura di Napoli dall`associazione “Centro commerciale Vomero Arenella“. Mentre il Codacons prepara una class action per riavere indietro il miliardo di euro versato dai cittadini campani, quale imposta di smaltimento dei rifiuti negli ultimi due anni. C`è poi il problema del rifornimento d`acqua. Dal 28 dicembre scorso i cittadini di Ascoli Piceno denunciano un guasto in una conduttura dell`acquedotto. E così Confcommercio e Cittadinanza attiva hanno deciso di avvalersi della class action. Per il resto, gli obiettivi delle future cause collettive sono i più vari: si va dal comitato cittadino barese che raccoglie adesioni contro il “cratere“ aperto da un parcheggio interrato, all`associazione ligure che accusa gli “autovelox impazziti“. In tutto, secondo l`Adusbef, sono già 16.500 gli appositi moduli scaricati dai siti delle associazioni. Per ora, comunque, siamo solo agli annunci. “Non sottovalutiamoli ? avverte però Domenico Bacci, segretario del Sindacato italiano per la tutela dell`investimento e del risparmio (Siti) ? perché proprio gli annunci sono il primo passo per raccogliere adesioni alla futura azione risarcitoria e per questo abbiamo aperto un sito (registroclassaction.it) dove dar conto di tutte le segnalazioni“. Ma chi può proporre in concreto una causa collettiva? “Nella prima versione della legge finanziaria ? risponde Bacci ? erano legittimate solo le 16 associazioni iscritte al ministero dello Sviluppo economico. Poi, per fortuna, si è deciso di ammettere tutti i comitati che dimostrino al giudice competente di avere la legittimazione attiva, cioè un`adeguata rappresentatività degli interessi collettivi in gioco“. Ecco allora spiegato il rapido moltiplicarsi degli annunci: si dà notizia dell`iniziativa, si raccolgono adesioni, si forma un gruppo di consumatori, si presentano le credenziali al giudice e si avvia la class action. Tutto bene, dunque? Non proprio. “Nella legge rimangono limiti criticabili ? sostiene Bacci ? come l`impossibilità di intentare l`azione collettiva contro persone fisiche, per esempio contro un commercialista che ha truffato decine di clienti o un camorrista che ha sparso liquami nelle campagne. E ancora: le class action possono essere esercitate solo da utenti o consumatori e non da imprese. Rimangono indifesi, per esempio, piccole aziende di artigiani o ristoratori contro le grandi multinazionali“. Non è tutto. Secondo il presidente di Altroconsumo, Paolo Martinello, “un altro limite della class action è che vale solo per i consumatori che vi hanno aderito e non (come negli Usa) per tutti coloro che possono comunque vantare i diritti di parte lesa“. C`è poi un punto controverso: la retroattività della norma. La finanziaria a tal riguardo non dice nulla, tanto che i consiglieri giuridici della presidenza del consiglio, prima della crisi politica, si stavano preparando a intervenire sul testo. “Allo stato attuale non ci sono però dubbi ? afferma Martinello ? la class action entrerà in vigore da luglio, ma in quanto strumento processuale, si applicherà anche ai fatti precedenti, purché i diritti dei consumatori non si siano prescritti“. Dunque, per capire, si applicherà anche ai casi Cirio, Parmalat e bond argentini. Non solo. “Altroconsumo ? conclude Martinello ? si prepara a presentare alcune class action sui prodotti di consumo, servizi finanziari e messaggi pubblicitari ingannevoli“.

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