20 Settembre 2011

“Ci accolleremo l’uno per cento dell’Iva”

L’ aumento del prezzo dei carburanti potrebbe essere utilizzato dalle industrie per rinegoziare i prezzi praticati ai negozianti. Ma in questo senso arrivano rassicurazioni, ad esempio, da Pac 2000-Conad da dove fanno sapere che, intanto, «le promozioni in corso saranno rispettate» e che «nel medio periodo saranno studiate iniziative per capire come anestetizzare eventuali aumenti indotti». Le previsioni dei consumatori dicono che l’ aumento al 21% dell’ Iva inciderà dai 125 ai 180 euro l’ anno a famiglia colpendo circa 7.200 prodotti di largo consumo, dalle bibite ai casalinghi, dai detersivi ai carburanti. «Questa manovra la paga chi non la deve pagare – spiega Lucio Tabarrini, titolare di un negozio Sma a Perugia – per questo abbiamo deciso, con la cooperativa master franchising del marchio, di non fare ritocchi». Prezzi bloccati, dunque, anche su carta, plastica, cancelleria, alimenti per animali, liquori e vino. L’ entrata in vigore della manovra ha lasciato l’ amaro in bocca a tanti negozianti. «C’ è malcontento nel settore – spiegano dalla Confcommercio regionale – perché oltre ai timori legati all’ effetto depressivo di tale misura, ogni operatore è tenuto ad una serie di incombenze, a partire dall’ adeguamento del registratore di cassa. In tanti hanno deciso di non cambiare pur sapendo che a fine mese il calcolo dell’ Iva (lo scorporo dagli importi degli scontrini emessi) dal 17 settembre andrà fatto al 21%. Quell’ uno per cento di imposta non riversata sul prezzo finale andrà giocoforza a rosicchiare i già risicati margini dei commercianti». A questo si è aggiunto un nodo operativo. «La variazione Iva ha causato disagi perché i tecnici dei registratori di cassa non lavorano di sabato ed hanno continuato ad emettere scontrini con Iva al 20%». Un piccolo aiuto è arrivato dall’ Agenzia delle Entrate che non sanzionerà eventuali aspetti formali nell’ emissione degli scontrini, a patto che nella liquidazione di settembre, il contribuente inserisca la maggiore imposta collegata all’ incremento dell’ aliquota. Ma c’ è anche chi, tra i commercianti, non ha applicato la nuova percentuale per risparmiare sull’ assistenza dei registratori di cassa: 125-150 euro di abbonamento annuale o 30-50 euro per la singola chiamata. Dell’ aumento Iva si accorgeranno sicuramente i nuovi acquirenti di elettrodomestici, mobili, telefonini o automobili: una quattro ruote che prima costava 20mila euro (iva compresa) ora costa 166 euro in più. A proposito di tali prodotti, chi li avesse ordinati nelle settimane scorsa ma non li abbia ancora ritirati, troverà una brutta sorpresa. «Se la consegna avviene dopo il 17 settembre – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – al momento del pagamento troverà l’ aumento che è dovuto. Mentre non è dovuto sulla caparra, se versata prima del 17». Sull’ applicazione della nuova aliquota l’ associazione annuncia controlli. Secondo l’ Adoc, il ritocco Iva frenerà gli acquisti del 2% colpendo specie abbigliamento, turismo, ristorazione e auto. Un colpo ulteriore, considerando che per il Centro studi Confesercenti il livello dei consumi segna un +0,8 nel 2011 con una stima del +0,5% per il 2012. «Aspettiamo risposte certe e immediate dalla politica – avverte Sandro Gulino, presidente Confesercenti Umbria – specie in tema di riforme ma è necessario che pure il sistema bancario sostenga le imprese».

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