«Chiedete il rimborso della tassa sui telefonini»
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fonte:
- Messaggero Veneto
E’ partita ieri nel Friuli Venezia Giulia l’ azione legale del Codacons contro la “Tassa di concessione governativa”. «Questo assurdo balzello (di importo pari a 5,16 euro al mese per i privati cittadini, 12,91 euro per le aziende) – sostiene il Codacons – era infatti originariamente diretto alle società telefoniche, che dovevano pagarlo per l’ utilizzo delle frequenze. Il Governo successivamente stabilì che detta tassa dovesse essere pagata dai titolari di un contratto di abbonamento, in quanto il cellulare era un “bene di lusso”. Ma finalmente la commissione tributaria regionale del Veneto e la commissione tributaria di Perugia, con due recentissime sentenze, non solo hanno riconosciuto che a seguito dell’ entrata in vigore del nuovo codice delle telecomunicazioni questa tassa non è più prevista, ma ne hanno addirittura affermato l’ illegittimità e l’ anacronismo, in un mercato in cui vigono le regole della liberalizzazione». A seguito di tali sentenze, il Codacons ha deciso di lanciare anche in Friuli Venezia Giulia una azione legale per far ottenere agli utenti il rimborso del balzello ingiustamente pagato negli ultimi 3 anni, per un valore complessivo pari a 273 milioni di euro in Italia. «Tutti i cittadini della regione che risultano titolari di abbonamenti per la telefonia mobile – ha spiegato l’ associazione in un comunicato – possono aderire all’ iniziativa e chiedere la restituzione di quanto pagato, semplicemente seguendo le istruzioni riportate sul sito www.codacons.it. Sempre il Codacons del Fvg, su tutt’ altro fronte, ha ricordato che «chi ha acquistato le bolligazioni Cirio ha tempo fino al 30 ottobre di quest’ anno (martedì prossimo, ndr), per proporre azione nei confronti della propria banca». Per informazioni su come interrompere il decorso dei termini di prescrizione è possibile scrivere a [email protected] o telefonare al numero 0434 521905. L’ ultima sentenza favorevole ai consumatori, su questo fronte, era stata l’ 11 luglio, quando la Cassazione affermò che «l’ adempimento di un obbligo informativo in un settore negoziale ad alto contenuto tecnico» come quello relativo alla sottoscrizione di bond «non può mai essere dimostrato mediante la sottoscrizione di dichiarazioni generiche, unilateralmente predeterminate e predisposte in via generale». Un verdetto che fece giustizia di una condotta sbagliata applicata dalle banche nei confronti di alcuni sottoscrittori di bond Cirio in Toscana. Le banche, con il loro comportamento, non avrebbero consentito al risparmiatore «di raggiungere la sostanziale e necessaria consapevolezza nella scelta dei loro investimenti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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