20 Luglio 2005

Chiamate fisso-mobile, taglio del 20%

La riduzione, che scatta dal 1° settembre, decisa dall?Authority per le Comunicazioni. Wind e Vodafone faranno ricorso

Chiamate fisso-mobile, taglio del 20%
Dovrebbero scendere anche le telefonate tra cellulari, ma decideranno i gestori







ROMA L?Authority per le comunicazioni taglia il costo delle chiamate dal telefono fisso verso i cellulari. Il provvedimento, varato ieri con procedura di urgenza, entrerà in vigore dal 1° settembre e consentirà ai consumatori di risparmiare circa il 20% rispetto a quanto spendono oggi. In soldoni, significa una riduzione di 150 milioni da settembre a fine 2005 che diventano 400 milioni in ragione d?anno. Il «taglio», per la prima volta, riguarderà anche le chiamate da mobile a mobile ma in questo caso spetterà agli operatori decidere se e in che misura trasferirlo ai propri clienti.
l?Autorità ha dunque mantenuto le promesse, varando in poco tempo un provvedimento innovativo e complesso, «dopo un?analisi difficile e laboriosa ed in perfetta intesa con l?Antitrust», ha voluto sottolineare il presidente Corrado Calabrò. Perché l?urgenza? «Perché mentre nella telefonia fissa e in quella mobile i prezzi delle chiamate sono continuamente diminuiti ha aggiunto Calabrò nel segmento del fisso-mobile, che rappresenta il 50 per cento circa della bolletta pagata dai consumatori, vi è stato un certo ristagno che ha determinato un extra profitto per gli operatori interessati. Il nostro obiettivo è stato quindi di riequilibrare la bilancia, favorendo le famiglie e gli operatori più piccoli». «Abbiamo avviato un circolo virtuoso che porta benefici alle famiglie e alle imprese», ha aggiunto il commissario Roberto Napoli.
L?Autorità si è mossa su diversi piani. Ha adottato una procedura più rapida, «cautelare e temporanea»: entro il 31 gennaio l?impianto sarà verificato e si deciderà se confermarlo o se ci saranno spazi per ulteriori riduzioni. Inoltre, ha deciso di dichiarare operatori con «significativo potere di mercato» tutti e quattro i gestori mobili: Tim e Vodafone (che già lo erano), ma anche Wind e 3. Il che significa imporre a tutti obblighi di «trasparenza, non discriminazione e pubblicazione dell?offerta di interconnessione». Da questa decisione ne è scaturita un?altra, quella sui costi. Tim e Vodafone non potranno chiedere più di 12,10 centesimi al minuto (riseptto a 14,95) per fare transitare le talefonate sulla loro rete. Wind, che faceva pagare 18,65 centesimi non potrà chiederne più di 14,45. «3» rimane invece libero di fissare il prezzo «in considerazione del recente ingresso sul mercato, per gli investimenti effettuati e per il numero di clienti». La manovra riguarda la quota di terminazione (ovvero quella parte di costo che copre la parte finale della telefonata) ed elimina la distinzione precedente tra fisso-mobile e mobile-mobile. «Il prezzo ha commentato Calabrò si allinea così alla media europea».
Le nuove misure sono rivolte a Telecom Italia che controlla circa il 70% della telefonia fissa e che il 1° agosto dovrà annunciare al pubblico come saranno applicate le nuove tariffe. Ma potenzialmente si estende a tutti gli operatori che operano in concorrenza.
Le novità sono dunque rilevanti. Wind ha già annunciato che farà ricorso al Tar contro la delibera sostenendo che la notifica di operatore con significativo potere di mercato «non è legalmente sostenibile». Inoltre, il taglio dei costi «non è coerente con i costi di esercizio», sostengono fonti vicine alla società, e poi non è stato esteso anche a «3». Anche Vodafone impugnerà il provvedimento: non accetta che Wind abbia spuntato un prezzo più alto in quanto «le asimettrie fra operatori creano discriminazione e non favoriscono i clienti». Diverso l?approccio di «3» che si è detta favorevole al taglio dei prezzi.
I consumatori si dividono tra il Movimento di difesa del cittadino che parla di «scelta coraggiosa» e di «buona notizia per il portafoglio degli italiani», mentre l?Adusbef e Federconsumatori trovano troppo clemente il proveddimento nei confronti di Wind. Il Codacons approva il taglio delle tariffe «ma non basta». Positivi i commenti di Tuccillo e Gentiloni, della Margherita: «Siamo sulla strada giusta».





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