2 Aprile 2016

Chi deve pagare gli aumenti?

Chi deve pagare gli aumenti?

Achille Perego MILANO PURTROPPO non era un pesce d’ aprile e da ieri gli abbonati di Telecom Italia che hanno un contratto Voce Tim per la telefonia fissa pagheranno un salato rincaro. In base a quanto annunciato lo scorso 29 febbraio dall’ ex monopolista dei telefoni, infatti, dal 1° aprile sarebbero entrate in vigore le nuove tariffe con un raddoppio del prezzo da 10 a 20 centesimi al minuto per le telefonate a cui aggiungere l’ introduzione di uno scatto alla risposta di 20 centesimi. La manovra tariffaria di Telecom, come ha fatto sapere la società, è entrata in vigore nonostante proprio ieri abbia ricevuto la bocciatura, con tanto di diffida, da parte dell’ Agcom, l’ Autorità di controllo sulle telecomunicazioni. L’ AUTHORITY guidata da Marcello Cardani ha infatti comunicato che l’ aumento annunciato da Telecom «non appare giustificato da condizioni economiche generali quali l’ andamento dei prezzi al consumo o l’ aumento del potere d’ acquisto degli italiani». Al tempo stesso, aggiunge l’ Agcom che sottolinea come i rincari possano colpire le fasce a basso reddito, «un aumento così consistente, che va a sommarsi a quello della componente canone mensile degli ultimi tre anni, presenta un alto rischio di esclusione sociale dalla cosiddetta rete di sicurezza, il cui accesso e altri servizi di base sono sottoposti agli obblighi di servizio universale». All’ intervento dell’ Agcom – che ha anche annunciato l’ avvio di un’ indagine per introdurre l’ offerta di connessione a banda larga tra gli obblighi del servizio universale – ha prontamente risposto Telecom. Il gruppo di tlc ha fatto sapere che non ritirerà l’ offerta tariffaria scattata ieri alla luce del fatto di «avere agito nel pieno rispetto delle regole, della concorrenza e dei diritti dei clienti». Telecom aggiunge che «fornirà all’ Autorità tutte le informazioni necessarie a dimostrare la correttezza del proprio comportamento e la legittimità della rimodulazione tariffaria». Al di là di come si risolverà il contenzioso, i poteri dell’ Agcom non arrivano fino alla possibilità di bloccare l’ aumento tariffario ma al massimo potrà comminare una sanzione, che potrebbe aggiungersi ai 2 milioni di multa sanzionati nei mesi scorsi dal Garante a Telecom per il passaggio automatico degli utenti universali alla tariffa flat Tutto Voce senza averli correttamente informati. La rimodulazione tariffaria entrata in vigore ieri, secondo i calcoli di Altroconsumo, ipotizzando di fare una telefonata al giorno della durata di due minuti, comporterà il passaggio dai precedenti 26,50 euro a 39,80 al mese. Ma chi fa un utilizzo più intenso del telefono subirà rincari che possono arrivare da 49 a 95 euro. Rincari che riguarderebbero solo una nicchia, circa 700mila abbonati, i cosiddetti «reduci del canone». I clienti, in particolare anziani, avverte il presidente di Adiconsum Pietro Giordano, «più deboli» e proprio per questo «gli aumenti sono ingiustificati». E quindi si aprirà una stagione di ricorsi fino alla class action minacciata dal Codacons.
achille perego
 

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