6 Marzo 2007

Cellulari, le vecchie schedevalide per la ricarica piena

“Nell`ultima settimana di ricariche ne abbiamo prese poche, perché la gente non le comprava più: e noi rischiavamo di dassele in faccia (sprecarle, ndr)“. Un edicolante del quartiere romano Garbatella descrive così i primi effetti del decreto Bersani, entrato in vigore ieri, che ha cancellato i costi aggiuntivi per le ricariche telefoniche. Un provvedimento attesissimo, che ha spinto molti consumatori ad aspettare il fatidico 5 marzo prima di ricaricare il proprio telefonino. “Volevano vedere cosa sarebbe successo – spiega Stefano, che alla Garbatella gestisce un centro Tim – e oggi (ieri, ndr) sono venuti in massa. Abbiamo venduto molte ricariche, spiegando a tutti che d`ora in poi i costi aggiuntivi non ci saranno più sulle vecchie tessere. Con una da 30, ad esempio, si avranno 30 euro effettivi di ricarica, anche se la confezione parla ancora dei 25 euro di ricarica più 5 per i costi ulteriori“. Le compagnie insomma rispetteranno la nuova norma, ma per diverse settimane venderanno alla clientela le vecchie ricariche. “Per smaltirle ci vorrà tempo“, spiegano dalla Tim, la compagnia più veloce ad adeguarsi al decreto Bersani. Non sono state invece così rapide Wind e Vodafone, a cui ieri l`Autorità garante per le telecomunicazioni ha chiesto “chiarimenti urgenti sulle strategie commerciali“. A far muovere il Garante è stata soprattutto la decisione della Wind di mantenere i costi aggiuntivi sulle ricariche inferiori ai 50 euro, fatta eccezione per i clienti che avessero aderito ai nuovi piani tariffari dell`azienda, creati proprio in previsione del decreto. Vodafone dovrà invece spiegare la richiesta ai clienti del “contributo sul trasferimento del credito residuo“. Tradotto, la compagnia pretende 8 euro e una raccomandata con ricevuta di ritorno per il credito residuo dagli utenti che vogliono dismettere la Sim, passando a un altro gestore. Nel pomeriggio contro Wind ha tuonato anche il ministero dello Sviluppo Economico: “Subordinare l`eliminazione del costo fisso al passaggio a un nuovo piano tariffario, per coloro che acquistano carte prepagate sotto i 50 euro, non è in linea con la volontà del legislatore“. Forse spaventata dall`ipotesi di una maxi multa e di una pioggia di denunce dei consumatori, in serata l`azienda egiziana ha fatto marcia indietro, annunciando che i costi aggiuntivi verranno eliminati da tutte le ricariche. Un cambio di rotta che non varrà per coloro che ieri hanno acquistato le tessere sotto i 50 euro. “Ma troveremo il modo di restituire loro i soldi“ assicurano dalla Wind. La Vodafone invece ha rivendicato la legittimità del contributo: “Gli 8 euro richiesti all`utente sono inferiori ai costi vivi sostenuti dall`azienda per l`operazione tecnica di trasferimento e sono coerenti con il decreto Bersani, che consente il rimborso dei costi sostenuti“. Le associazioni dei consumatori, però, sono sul piede di guerra. Ieri il Codacons ha presentato un esposto al Garante, chiedendo che “blocchi i nuovi piani tariffari che prevedono aumenti a danno degli utenti, legati alla cancellazione dei costi di ricarica“. A detta dell`associazione, “i costi di ricarica devono essere eliminati per tutti gli utenti, e non devono essere imposti aumenti tariffari attraverso ritocchi agli scatti alla risposta o rincari delle tariffe al minuto o al secondo“. Il timore quindi è che le compagnie cerchino di racimolare in altro modo il denaro che prima ricevevano dal pagamento dei costi aggiuntivi. Il Garante assicura però un`attenta vigilanza e ha già previsto nuove regole, in vigore da oggi, per evitare che le aziende adottino piani tariffari “non trasparenti“. Innanzitutto le compagnie dovranno indicare le condizioni contrattuali “in modo evidente“ in un link nella prima pagina del proprio sito Internet, dando così la massima pubblicità possibile alle proprie offerte. Ma le nuove norme riguarderanno soprattutto i piani tariffari. Nei piani “a consumo“ per la telefonia mobile dovrà essere indicato il costo della chiamata dopo uno o due minuti dalla risposta , distinguendo tra quelle dirette a cellulari e a telefoni fissi. I piani “a canone fisso“ dovranno invece spiegare il prezzo dell`offerta, le tipologie di servizi e di traffico previste così come quelle escluse. Le compagnie dovranno inoltre indicare i costi per le operazioni “eccedenti“ e illustrare con esempi chiari le offerte rispetto alle tariffe standard. Regole severe anche per la telefonia fissa. Nei piani a consumo saranno obbligatorie le stesse indicazioni stabilite per la telefonia fissa, e bisognerà inoltre precisare il costo delle connessioni ad Internet (anche a banda larga), indicando il prezzo di 30 minuti e di un`ora di collegamento. Previsti contenuti precisi anche per i piani a canone fisso, tra cui esempi pratici di offerte. I gestori che non rispetteranno le nuove norme verranno sanzionati con multe che potranno arrivare a 2 milioni e mezzo di euro.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this