15 Gennaio 2020

CELLULARI E TUMORI: CODACONS CONTRO ISS. RICERCHE INTERNAZIONALI SMENTISCONO ISTITUTO

     

    GRAVE CHE MINISTRO SPERANZA IGNORI LEGGE ITALIANA CHE OBBLIGA AD INFORMARE I CONSUMATORI SU RISCHI TELEFONINI

    Le affermazioni dell’Istituto Superiore di Sanità sui rischi per la salute legati all’uso dei telefonini vengono clamorosamente smentite da tutte le ricerche e dai dati elaborati dai più prestigiosi istituti internazionali, e si scontrano addirittura con le leggi italiane e con le sentenze dei tribunali che obbligano lo Stato ad informare i cittadini circa i rischi per la salute legati all’uso del cellulare. Lo afferma il Codacons, bocciando nettamente le dichiarazioni dell’Iss e del Ministro della Salute, Roberto Speranza.
    La posizione dell’Iss è del tutto isolata in ambito scientifico e internazionale e non può ritenersi in nessun caso valida e attendibile – spiega il Codacons – Tutti i dati esistenti fino ad oggi in materia smentiscano categoricamente le conclusioni dell’Iss circa l’assenza di rischi nell’uso di cellulari: dallo Iarc all’Oms, passando per i recenti studi condotti dal National Toxicology Program degli Stati Uniti (NTP) e dall’Istituto Ramazzini. In particolare nei comunicati stampa del NTP si parla di una “clear evidence” di tumore alle cellule di Schwann (cuore) e di una sufficiente evidenza per i tumori alla testa, in particolare glioma e cromocitoma. La “clear evidence” del NTP equivale alla classificazione di “cancerogeno certo” della IARC dell’OMS, il quale a giugno 2011 ha classificato il telefono cellulare come “possibile cancerogeno”.
    “E’ molto grave che il Ministro della salute Speranza ignori queste evidenze scientifiche e si limiti a considerare solo le conclusioni errate dell’Iss, quando esistono precise disposizioni di legge in Italia che obbligano lo Stato ad informare i cittadini circa i rischi per la salute legati all’uso del cellulare – afferma il presidente Carlo Rienzi – Proprio per questo il Codacons, forte delle recenti sentenze di Tar e Consiglio di Stato in materia, ha avviato un ricorso per ottenere sulle confezioni dei telefonini avvertenze circa i rischi per la salute analoghe a quelle già esistenti per le sigarette”.

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