Categorie, iniziati gli incontri ma intanto cresce la protesta
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fonte:
- Il Gazzettino
ROMA – Liberalizzazioni avanti tutta, proteste avanti tutta. Monta infatti di giorno in giorno la contestazione al decreto, in arrivo per venerdì, dei "liberalizzandi", anche se alcune categorie per arrivare ad una decisione definitiva sul da farsi attendono di incontrare il governo. Non è questo il caso dei benzinai che hanno già proclamato sette giorni di serrata. Non tutti comunque, solo quelli aderenti alla Confcommercio. Decisione che però non viene apprezzata dai colleghi di Faib e Fegica che definiscono lo sciopero "intempestivo". E sciopereranno anche i ferrovieri dell’ Orsa che si fermeranno il 27 gennaio. Ieri a Roma è partito anche il presidio dei tassisti al Circo Massimo ma molte sono le proteste attuate e in atto in tutta Italia. All’ assemblea di Roma in vista dell’ appuntamento odierno tra le associazioni sindacali della categoria e il governo, previsto per le 18 a Palazzo hanno partecipato circa 500 tassisti liberi dal servizio di Roma, Napoli, Milano, Torino e Palermo si è levata una voce unica: "no" al cumulo delle licenze, e quasi uno slogan: "Una licenza, un’ auto, un turno". I tassisti hanno spiegato che sono pronti a trattare "responsabilmente" col governo e porteranno delle proposte: tra queste, la flessibilità dell’ orario di lavoro. «Perché a tutte le categorie si chiede più orario di lavoro e ai tassisti no? – si chiede il segretario nazionale di Unica Cgil, Nicola Di Giacobbe – Cosa c’ è dietro questa mancata richiesta di orario di lavoro? La difesa forse di altri interessi?». Questa mattina la delegazione di tassisti che si recherà a Palazzo Chigi nel pomeriggio, si incontrerà per mettere a punto la bozza da presentare al governo. Sempre oggi pomeriggio un cospicuo numero di tassisti si riunirà sotto Palazzo Chigi dove, a partire dalle 16 circa, aspetterà l’ esito dell’ incontro. Si preannuncia una giornata di mobilitazione. I taxisti nella loro azione di protesta hanno trovato alleati e sostenitori come Paolo Ferrero: «La scelta del governo di liberalizzare i taxi – spiega il segretario di Rifondazione – è sbagliata e per questo appoggiamo la lotta dei taxisti». Sul fronte benzina, mentre Figisc e Anisa, le due associazioni dei gestori dei distributori di benzina aderenti a Confcommercio, proclamano una maxi-serrata di 7 giorni (ancora non sono state rese note le date) i colleghi di Faib e Fegica, bocciano come "intempestiva" l’ ipotesi dello sciopero. Il Codacons annuncia denunce sia alla Procura della Repubblica che alla Commissione di garanzia per l’ attuazione della legge sullo sciopero. Naturalmente è caldo anche il fronte delle farmacie: Federfarma si dice pronta al confronto. Le parafarmacie vanno all’ attacco: le farmacie non fanno gli sconti previsti sui farmaci di fascia C. E il Codacons annuncia: stiamo organizzando un ricorso collettivo al Tar e alla Corte Costituzionale di tutte le Parafarmacie ed i farmacisti non titolari di farmacia. Tra i (pochi) soddisfatti si esprime Federdistribuzione, cioè la grande distribuzione: «Il governo – spiega – sta andando nella giusta direzione. Malumori anche fra qualche categoria di professionisti, gli avvocati ad esempio: «La nostra posizione rimane inalterata. L’ unica disponibilità che c’ è stata data – ha detto il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Guido Alpa, al termine dell’ incontro con il Guardasigilli Paola Severino – è sulle società di professionisti. Confermiamo che all’ apertura dell’ anno giudiziario leggeremo un comunicato su come i principi dell’ avvocatura siano stralciati e calpestati da questi provvedimenti».
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