Case, vendite meno 17% E i mutui sono dimezzati
ROMA Il mercato del mattone ripiomba nella crisi, a confermarlo è l’ Istat che rileva nel primo trimestre -17% annuo delle compravendite, con le case che vanno peggio di uffici, negozi, capannoni. Ancora più forte è il crollo dei mutui, che in un anno risultano dimezzati. Il settore immobiliare interrompe la ripresa segnata nella seconda metà dello scorso anno. Il tonfo per il settore di case e pertinenze (posti auto, cantine) tocca il fondo nel Centro (-21%). Invece sono quasi assenti differenze tra grandi città e piccoli centri: l’ ondata di crisi non risparmia più niente. Quanto alle transizioni di immobili a uso economico (uffici, esercizi commerciali, laboratori) il crollo è meno ampio ma sempre a doppia cifra: -11,8%. Le famiglie acquistano meno case anche perché con la crisi si riduce il numero di chi può chiedere un prestito e di chi si vede accettare la domanda di finanziamento. I mutui stipulati nei primi tre mesi 2012, rispetto allo stesso periodo 2011, segnano -49,6% nel complesso, e -39,2% se si guarda solo a quelli con costituzione di ipoteca immobiliare. La crisi continua a spingere al ribasso i prezzi degli immobili e secondo Immobiliare.it nel primo semestre il prezzo medio di vendita delle abitazioni nei capoluoghi italiani registra -2,7%, rispetto allo stesso periodo 2011, mentre nello stesso periodo si è registrato un +16% delle richieste d’ affitto, 283mila, rispetto al primo semestre 2011. Sul mattone pesano il credit crunch dovuto alle nuove regole e una disoccupazione in crescita. Previsioni nere arrivano dalla Confcommercio, che rivede al ribasso il calo dei consumi per quest’ anno, annunciando così «la peggiore variazione negativa della storia della Repubblica». L’ organizzazione dei commercianti rileva come solo pochissimi settori di spesa (la telefonia e l’ informatica) e solo un canale di distribuzione, il discount, riescano a tenere. Per le associazioni dei consumatori, la caduta sarà ancora più forte: per Federconsumatori e Adusbef il rischio è che si raggiunga un -5%. Per il Codacons i consumi per prodotti della tavola sono tornati indietro di 33 anni. Preoccupazioni anche dagli agricoltori, con Coldiretti che sottolinea come gli italiani stiano tagliando anche sui consumi alimentari. In allarme pure la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
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