10 Gennaio 2006

Cartelle Esatri, unamattinata da incubo

MILANO – In via Bergognone, al civico trenta, ci sono gli uffici del Protocollo Generale che custodisce, nella cosiddetta casa comunale, gli atti notificati ai cittadini non reperiti presso il proprio indirizzo. È qui che gli incaricati dell`Esatri hanno depositato le cartelle per il pagamento della tassa sui rifiuti. Se avete ricevuto un avviso di notificazione di atto notarile mediante deposito nella casa comunale di Milano, è qui che vi dovete recare. Ieri lo hanno fatto in più di seicento persone, con code di attesa di oltre tre ore. “C`è chi è venuto alle nove stamattina e non se n`è andato prima dell`una. Mia mamma ha ottantasette anni e vive da sola. Per questo mi ha dato una delega“, racconta Marina Li Stuzzi, quarantanove anni. Non tutti hanno potuto delegare qualcuno e molti hanno dovuto chiedere ore di permesso al lavoro “La raccomandata mi è arrivata giovedì. Chi poteva immaginare questa calca? Non ho nessuno a cui delegare quest`incombenza, quindi sono venuta da sola“, dice Esterina Azzarini, settantacinque anni. I numeri vanno dall`uno al novantanove per ogni lettera dell`alfabeto che va dalla A alla E. Molti all`una avevano preso la lettera C del secondo giro, mentre allo sportello era ancora il turno della lettera D del primo giro di biglietti. “Se si pensa che ognuno impiega davanti allo sportello una decina di minuti, si capisce come mai molti abbiano deciso di tornare un altro giorno. In più dopo la fila ti fanno pure aspettare che ti chiamino per consegnarti la cartella“, dice Annamaria Sibardi, quarantatre anni che è venuta per conto dei genitori. “I miei sono molto anziani e mia madre è in ospedale, possibile che siano passati a consegnare la cartella quando loro non erano in casa“. Intanto, il Codacons si chiede come mai “non sia stato fatto un secondo tentativo. “Perché si spendono soldi pubblici per inviare una raccomandata che dice solo di andare a ritirare la cartella quando si potrebbe inviare direttamente questa?“, chiede Marco Maria Donzelli. Il punto è che molti non erano in casa neppure quando è arrivata la raccomandata, stiamo pur sempre parlando delle vacanze di Natale, per cui, in molti hanno dovuto fare una doppia fila: “Ho ricevuto l`avviso il cinque mattina e ho ritirato la raccomandata stamattina in posta, quindi una fila l`avevo già fatta oggi, non mi aspettavo di impiegarci tutta la giornata“, dice Giuseppe Lunghitano, sessantotto anni. Lo stesso per Antonio Pispico, settantasei anni: “Sono venuto stamattina, dopo essere passato in posta. Ho visto che c`era tanta gente e sono andato via. E avessi preso il numero prima di andarmene forse avrei fatto bene, mai avrei immaginato di trovare altrettante persone dopo pranzo“. La maggior parte delle persone sono anziane e hanno saltato il pranzo. “Menomale che tanta gente è andata via altrimenti non ce l`avremmo mai fatta. Stamattina non si entrava neppure dalla porta. Solo adesso hanno aperto un altro sportello, quello accanto sbrigava altre pratiche adesso chiamano i numeri anche da lì“, racconta Gino De Giovanni che ha già fatto tre ore d`attesa e ne avrà ancora per un`oretta. Sono le due e qualcuno perde la pazienza?“Non puoi neppure alzarti per andare a prendere una cosa al bar, non ci sono sedie sufficienti per tutti e molti sono più che sessantenni“, Angelo Biffi, settant`anni. “Non ho trovato né una cartolina né un avviso. Qui dice che sono passati il ventotto ma io quel giorno ero a casa, chissà se sono passati davvero“, si chiede Maria Riccardo, settant`anni. “Il Comune non può spedire raccomandate durante le feste natalizie, in questo modo ovvio che ci costringe a venire fin qui“, obietta Francesco D`Ambra, sessantanove anni, che continua: “Ma perché non si può andare in un ufficio di zona a ritirare queste cose? Possibile che questo sia l`unico sportello a servire tutta Milano? Alle dieci qui non si poteva neppure entrare tanta era la gente. Molti sono andati a casa“.

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