19 Gennaio 2022

Caro energia, l’aumento dei prezzi per le imprese finirà sui consumatori

Più 20% i prezzi al bar per caffè e cappuccino. Più 15% per il pane e più 10% per la pasta. La verdura rincara del 30%. Sono le stime diffuse dal Codacons di fronte all’allarme sul caro energia e sulle ripercussioni che questo avrà, alla fine dei conti, sui consumatori finali.
Confcommercio: il caro energia e le imprese

L’analisi parte dall’allarme diffuso oggi da Confcommercio in uno studio in collaborazione con Nomisma sugli effetti del caro energia sulle imprese del commercio, della ricettività e della ristorazione.

Per il terziario ci sarà un aumento della bolletta energetica con una spesa complessiva per gas ed elettricità che passerà da 11,3 miliardi di euro del 2021 a 19,9 miliardi, dice la sigla, con un aumento del 76%.

Per l’elettricità le imprese di questi settori, con un consumo complessivo di 22 miliardi di chilowattora, con le nuove tariffe in vigore dal 1° gennaio, vedranno aumentare la bolletta da 7,4 miliardi di euro nel 2021 a 13,9 nel 2022. A questa spesa, dice Confcommercio, si deve poi aggiungere quella, altrettanto pesante, per il gas che, con un consumo complessivo di 5 miliardi di metri cubi, vedrà la bolletta aumentare da 3,9 miliardi euro nel 2021 a 6 miliardi nel 2022.

Codacons: maggiori costi finiranno sui consumatori

I maggiori costi degli esercenti saranno scaricati sui consumatori, commenta il Codacons, attraverso rincari generalizzati dei prezzi al dettaglio. Che per molti settori già si vedono, fra l’altro, come è il caso della pasta ma anche di molti prodotti presenti nel carrello della spesa.

«Stiamo assistendo negli ultimi giorni ad una raffica di incrementi dei listini in tutti i settori – dice il Codacons – Presso i bar i prezzi di caffè, cappuccini, cornetti, panini e tramezzini hanno registrato in molti esercizi aumenti fino al +20%. Per la pasta si sono registrati già incrementi del +10% nelle scorse settimane, ed è previsto un ulteriore incremento del +30% entro gennaio. Il pane costa in media il 15% in più rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre per il pesce i rincari raggiungono il +20%. Più salati carne e latte (+5%), mentre i listini di frutta e verdura sono schizzati alle stelle, con aumenti medi dei prezzi tra il +20 e il 30%, e il picco del +230% per i finocchi».

Alla base dei rincari ci sono i maggiori costi dell’energia che pesano su attività e negozi come pure i rincari della materie prime, dal caffè, allo zucchero, alla farina. Alla fine il tutto peserà sui consumatori attraverso l’aumento dei prezzi.

«Di fronte a tale situazione – dice il presidente Codacons Carlo Rienzi – il Governo deve intervenire con urgenza, perché l’incremento dei prezzi determinerà una erosione del potere d’acquisto dei cittadini e un progressivo impoverimento delle famiglie, con conseguenti effetti sui consumi che rischiano una “Caporetto” nel 2022 con ripercussioni a cascata su Pil, occupazione ed economia nazionale».

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