Carburanti: giù il petrolio ma i prezzi alla pompa corrono Protestano i consumatori
ROMA. La prima giornata di sciopero dei benzinai è terminata con l’ ennesima guerra di cifre tra chi la serrata l’ ha proclamata (Faib e Fegica) e chi (Figisc-Anisa) non ha invece partecipato, fidandosi delle rassicurazioni del governo. Le federazioni di Confesercenti e Cisl calcolano un’ adesione altissima, pari all’ 88% degli impianti, mentre i gestori della Confcommercio, parlano di un vero e proprio "flop" e sposano i dati delle compagnie petrolifere che indicano invece una partecipazione limitata al 10-15 per cento. «Il dato che emerge – affermano Fegica e Faib plaudendo a quello che è a loro dire un vero successo – rappresenta la dimostrazione solare di come non sia più consentito a nessuno esimersi dal dare risposte concrete o prendere in giro i cittadini a mezzo stampa. Ancora una volta, la categoria ha offerto la risposta migliore e più decisa alle ciniche speculazioni politiche e mediatiche del Governo», proseguono, condannando la «palese corresponsabilità e saldatura» tra petrolieri e ministero dello Sviluppo. Opposta la lettura della Figisc, che indicando percentuali minime di adesione (al massimo il 25% a Roma, molto meno nel resto del Paese), sottolineano che «la stragrande maggioranza di gestori ha compreso l’ importante passo in avanti fatto per risolvere la questione che era al centro della vertenza aperta sul bonus fiscale». Intanto però, proprio mentre automobilisti e motociclisti cercano i distributori aperti per fare rifornimento, i prezzi salgono. Questa volta a toccare un nuovo record è stato il diesel che, secondo le rilevazioni di Staffetta quotidiana, è arrivato ad un massimo storico di 1,561 euro al litro. Un rincaro che, secondo i consumatori di Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori, rappresenta, nel giorno dello sciopero, «la prova delle speculazioni sulla pelle degli automobilisti». «Rincari di tale portata nel primo giorno di sciopero, quando l’ 88% degli impianti risulta chiuso, rappresenta una chiara speculazione, tesa a lucrare su chi è costretto a fare rifornimento presso le pompe in servizio – spiegano le quattro associazioni in una nota -, avevamo annunciato la possibilità di rincari abnormi dei listini in occasione della serrata, e puntualmente sono arrivati». Le associazioni dei consumatori annunciano anche un esposto in Procura, in cui si chiede «di aprire una indagine al fine di accertare se l’ aumento dei prezzi di benzina e gasolio in occasione dello sciopero dei benzinai, possa configurare illeciti a danno dei cittadini, alla luce della possibile fattispecie di truffa aggravata». Gli aumenti dei listini potrebbero però per il momento fermarsi qui. Il prezzo del petrolio ha subito infatti un netto contraccolpo sia a Londra che negli Stati Uniti, penalizzato dai timori di un contagio in arrivo dall’ Italia nel resto d’ Europa. Nel giorno della debacle dei titoli di Stato italiani e del crollo di Piazza Affari per l’ incertezza politica che regna nel Paese e la necessità di immediate misure di austerity, il greggio americano è infatti arrivato a perdere il 2 per cento scendendo ieri sera sotto i 95 dollari al barile. Anche il Brent è sceso pesantemente, arretrando di quasi 2 dollari a 113 dollari al barile.
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