Camera con suspense a Catania
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fonte:
- Milanofinanza.it
Tra polemiche e strascichi legali si è insediato il consiglio dell’ente. Tra infinite polemiche sui ritardi e sulle procedure anomale per la notifica delle nomine, trasmesse via fax anziché con regolare raccomandata dall’assessorato regionale alla cooperazione, venerdì scorso si è insediato a Catania il nuovo consiglio della Camera di commercio. Un’assemblea non priva di suspense: dei 34 consiglieri che avrebbero dovuto ricostituire il consiglio ed eleggere il nuovo presidente (punto rimandato al prossimo 31 gennaio) se ne sono presentati soltanto 21. E molti di loro hanno partecipato senza una regolare convocazione. Mentre chi pure aveva ricevuto la notifica via fax ha rinunciato a partecipare all’assemblea. Così, ad esempio, i rappresentanti di Confindustria, Confesercenti, Codacons, Credito e sindacati che nei giorni scorsi avevano costituito un cartello alternativo in cerca di dialogo con Pietro Agen, il candidato presidente di tutte le altre associazioni datoriali.Una polemica, questa, che potrebbe avere strascichi legali. Già durante l’assemblea le associazioni hanno affidato a svariati telegrammi il proprio disappunto, criticando i difetti di comunicazione della Regione. Più di un consigliere, infatti, ha ricevuto la convocazione meno di 24 ore prima dell’assemblea, mentre il regolamento della Camera di commercio prevede che solo in casi urgenti le convocazioni possano essere fatte con un minimo di cinque giorni di anticipo. Ignorata anche la diffida con cui Coldiretti aveva contestato la nomina di Carmelo Castorina, consigliere sostituito con Aldo Mattia, direttore generale della confederazione in Sicilia, prima che il presidente Cuffaro firmasse il decreto lo scorso 13 dicembre. Evidentemente l’assessorato non ha corretto per tempo il documento. Un ricorso sarebbe già in viaggio. E annunciano ricorsi anche gli assenti alla seduta di venerdì coincisa con l’uscita di scena di Francesco Mannone, il commissario ad acta che dal settembre scorso ne ha assicurato la gestione ordinaria. Gli ultimi provvedimenti che portano la sua firma riguardano l’approvazione del bilancio di previsione per il 2007 e la gestione provvisoria dell’ente camerale. Sì da parte di Mannone anche alla programmazione annuale, mentre per quella pluriennale il commissario ha preferito lasciare la parola agli organi democratici di prossima elezione.In merito alla scelta di non procedere già venerdì scorso all’elezione del presidente i pareri sono discordi. Per qualcuno i 21 presenti sarebbero stati sufficienti per l’insediamento ma non per l’elezione per la quale sono necessari i due terzi del consiglio. Qualcun altro, invece, puntando su un candidato-civetta per le prime due tornate elettorali, sostiene di sì. Al terzo turno, quando serviva la maggioranza semplice, si sarebbe fatto il nome di Agen. E l’attuale vicepresidente etneo di Confcommercio sarebbe stato eletto con i voti che c’erano. ’Invece si è scelta la democrazia’, sottolinea Agen, ’e abbiamo rimandato l’elezione dando la possibilità ai consiglieri assenti di votare il loro candidato’. Scaccia, presidente di Confindustria, critica le ’logiche spartitorie che hanno portato alla candidatura di Agen senza un programma condiviso’. Quello che accende la Camera di commercio è un formidabile appetito: è sua la nomina di tre componenti del cda Sac, la società di gestione dell’aeroporto di Fontanarossa, di cui l’ente camerale è socio di maggioranza. E Fontanarossa, con la nuova aerostazione, si candida a diventare il terzo scalo d’Italia.
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