13 Dicembre 2018

Cambia sim al cellulare Truffa da 2mila euro

Andare in un centro commerciale per cambiare la sim del telefono e ritrovarsi alcune settimane dopo truffata per circa 2mila euro.È quello che è accaduto alla modenese Sonia Schillaci circa un anno e mezzo fa, quando si era recata in centro commerciale per fare un semplice cambio di sim per conto dell’ associazione della quale è titolare. Un’ operazione banale e semplice, Sonia fa il cambio e lascia i suoi riferimenti e il suo documento e tutto sembra andare a buon fine. Due settimane dopo l’ amara scoperta, una fattura dove si attesta che Sonia avrebbe acquistato costosi smartphone e l’ attivazione di un certo numero di sim. «Sono andata per cambiare la sim prepagata – racconta Sonia – faccio la mia operazione e me ne torno a casa. A distanza di qualche settimana mi vedo recapitare nella posta della sede dell’ associazione fatture di smartphone e contratti che noi non abbiamo assolutamente stipulato. Mi sono rivolta subito al Codacons». Una vicenda ancora insoluta dove, pur ammettendo la truffa, i gestori della compagnia telefonica in questione hanno rifiutato per ben due volte la conciliazione per mancanza di prove, come racconta Fabio Galli, presidente regionale Codacons che spiega i vari passaggi che sono stati effettuati: «La prima fase è stata scrivere al gestore spiegando l’ accaduto e facendo capire che si trattava di un semplice malinteso. Non abbiamo ricevuto risposto e quindi Sonia è dovuta andare dai carabinieri a denunciare il fatto. La mossa successiva è stata la conciliazione, anche questa purtroppo finita male perché si contesta a Sonia la mancanza di strumenti per conciliare pur ammettendo che si tratta di una truffa. Questo non è possibile e chiediamo una norma precisa che vieti i contratti telefonici a favore di quelli scritti e pene più severe per chi falsifica». Non avendo un documento che attesti l’ estraneità di Sonia, il gestore telefonico non cede alla conciliazione, pur avendo ammesso che si tratta di una truffa.«Chiediamo un indennizzo per Sonia che ha perso tempo e che ancora sta aspettando giustizia per questa palese truffa».Una storia paradossale che purtroppo non è l’ unica, infatti queste truffe sono molto frequenti ma c’ è bisogno di giustizia e leggi a tutela dell’ utente come spiega l’ avvocato che si è occupata della vicenda, Giulia Stano: «Ci vuole una legge e soprattutto abolire i contratti telefonici a favore di quelli cartacei e pene più gravi per chi falsifica questi contratti». –Serena Fregni BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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