Calo dei consumi del carburante
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fonte:
- Il Gazzettino
I benzinai avevano previsto un calo dei consumi di carburante, ma il continuo aumento dei prezzi ha provocato una contrazione nelle vendite che va oltre le più nere previsioni.
I dati dei primi due mesi dell`anno – resi noti dal ministero dello Sviluppo Economico – parlano chiaro e pongono il Nordest nelle prime posizioni in termini di ricadute negative della crisi, sia a livello di consumi della famiglia media (che utilizzano di più la benzina), che per quanto riguarda le aziende, che hanno veicoli quasi esclusivamente alimentati a gasolio.
Il trend delle famiglie.Nei 29 giorni del mese di febbraio sono stati erogati fra Veneto, Friuli Venezia Giulia e provincia di Trento, 120 milioni di litri di benzina ovvero tre milioni in meno dello stesso periodo dello scorso anno(vedi tabella).
Il calo sarebbe di soli 2 punti percentuali se non fosse che il 2008, essendo bisestile, ha un giorno in più. Quelle 24 ore su base mensile incidono per circa il 5\%, quindi il calo diventa superiore al 7\%. Il trend negativo è del resto confermato dal totale delle vendite dall`inizio dell`anno: la somma di gennaio e febbraio segna infatti un preoccupante – 8,9\%.
Continuando con questa tendenza, nessun elemento fa presagire il contrario (anzi!), a fine anno si potrebbe arrivare a un -20\%.
Su base nazionale il calo è leggermente più contenuto, ma anche i più ottimisti stimano contrazioni di consumi di benzina che a fine anno sarebbero attorno al 15\%.
Il trend delle aziende. Discorso un po` diverso va fatto per il gasolio da autotrazione utilizzato soprattutto dai veicoli aziendali: il mese di febbraio ha visto erogare, nei 2.800 distributori del Nordest, circa 250 milioni di litri, praticamente la stessa quota del 2007, ma con quel giorno in più che incide, in questo caso, per un 4\%. Dall`inizio dell`anno, comunque, il calo dei consumi risulta meno accentuato perchè in gennaio il carburante non era ancora ai prezzi record raggiunti oggi.
Comunque resta il fatto che a fronte di consumi di gasolio in lieve crescita nel resto d`Italia (anche per l`aumento di vetture private alimentate a gasolio), il Nordest segna invece il segno meno.
Il Gpl. La crisi dei carburanti tradizionali viene confermata dall`aumento di vendite del più economico Gpl (che ha circa un dieci per cento del mercato delle auto nel Nordest). I 500 distributori triveneti hanno venduto circa 8000 tonnellate rispetto alle 7100 di 12 mesi fa con un buon +8\% (considerando sempre il giorno in più) che diventa però un sostanziale pareggio nel dato complessivo gennaio/febbraio.
Il sindacato benzinai.Lo specchio della crisi sono i gestori di pompe di carburante. «La gente forse pensa – attacca subito Moreno Parin, storico rappresentante dei benzinai Confcommercio ora responsabile trevigiano del nuovo sindacato Gisc (comunque aderente all`associazione tuttora maggioritaria a Nordest) – che noi distributori guadagniamo di più dal folle aumento dei prezzi alla pompa. Niente di tutto questo: la nostra quota resta di 3.5 cent al litro e se vendiamo meno litri, come in questi primi 70 giorni dell`anno, è vero che incassiamo più soldi, ma il nostro guadagno scende della stessa percentuale con cui calano i consumi, ovvero il 9\% in soli due mesi. Con l`aggravante di dover spendere comunque di più. Una situazione insostenibile che non ha via d`uscita perchè anche disponendo di alternative di lavoro, i gestori che non trovano acquirenti dovrebbero smantellare l`impianto con una spesa minima di 50 mila euro».
Class action.Il movimento di difesa dei consumatori Codacons ha annunciato unaclass actionin favore degli automobilisti che hanno acquistato negli ultimi tempi un veicolo diesel. Il continuo aumento dei prezzi del gasolio ha portato, infatti, il diesel a sfiorare quelli della benzina. Il presidente dell`associazione, Carlo Rienzi spiega: «Sono stati spinti all`acquisto dal tanto sbandierato risparmio sui costi del carburante. Ora faremo unaclass action contro le Case automobilistiche per il danno economico subìto da chi ha acquistato di recente veicoli diesel».
In effetti anche per Adusbef e Federconsumatori il record del prezzo del gasolio «con una differenza di soli 2 centesimi rispetto alla benzina, è la prova provata dell`odiosa speculazione a danno dei consumatori». Si fa variare il prodotto che dà più convenienza. A novembre la differenza tra i pieni di gasolio e verde era di 5 euro, oggi di 1 euro. «Puntuale in prossimità delle vacanze pasquali, come delle ferie estive e del Natale – afferma l`Adusbef – arrivano rincari sui prezzi dei carburanti di origine speculativa, nonostante il record del cambio euro/dollaro non giustifica tali prezzi che sono tra i più alti della media europea a parità di tassazione».
In effetti il dollaro – dai primi di novembre 2007 – ha perso il 12\% rispetto al cambio con l`euro, ma il petrolio – pur essendo quotato in dollari – continua ad aumentare. E va poi considerato che i prezzi industriali di raffinazione del gasolio sono inferiori a quelli della benzina, quindi dovrebbe esserci una differenza nella vendita alla pompa. Come Codacons anche l`associazione Adusbef «dopo aver presentato decine di esposti denunce alle Procure contro la speculazione sui prezzi, torna a chiedere l`intervento della magistratura. I numeri parlano ormai chiaro: l`allineamento dei prezzi gasolio/benzina si chiama speculazione ed aggiotaggio».
I consumatori hanno calcolato che aumentare benzina e gasolio comporta per ogni centesimo maggiori entrate di 39 milioni di euro al mese (14 per la verde e 25 per il diesel). Considerando l`ampiezza delle scorte, chi si mette in tasca quelle somme può avere enormi margini di guadagno. Vale la pena ricordare che il 64,93\% del prezzo se ne va in tasse (le famose accise per il 48,26\% e l`Iva nel restante 16,67) mentre il 9,1\% se lo mettono in tasca i petrolieri. Tolta la quota fissa per i benzinai (3,5 cent al litro) a coprire il vero prezzo del carburante è il 23.2\%, meno di un quarto di quello che si paga.
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