23 Luglio 2011

Calano i consumi nei supermercati Crescono nei negozi

Calano i consumi nei supermercati Crescono nei negozi 
 

 
Calano i consumi nella grande distribuzione, ma non nei piccoli negoziansa I consumi tornano a calare. Maggio segna un brusco passo indietro, bruciando il vantaggio preso ad aprile e riallacciandosi alla lunga serie di ribassi. La nuova stretta sulla spesa delle famiglie italiane emerge dalla riduzione delle vendite al dettaglio, vera e propria cartina di tornasole della domanda interna. Guardando alla tipologia dei punti vendita, è particolarmente netta la caduta del giro d’ affari negli ipermercati, mentre, a sorpresa, gli italiani sembrano aver riscoperto il negozio di quartiere, la bottega sotto casa, che permette anche di evitare l’ uso dell’ auto per fare la spesa. L’ Istituto di statistica certifica, infatti, una contrazione su base annua delle vendite, che scendono dello 0,6%, e un loro ristagno in termini congiunturali (-0,1%), dovuto, soprattutto, allo scivolone degli acquisti per i prodotti alimentari (-0,4%). Il taglio su cibo e bevande preoccupa le associazioni dei consumatori, dei commercianti e degli agricoltori, che sottolineano come le famiglie, attanagliate dalla crisi, siano disposte anche a risparmiare su beni essenziali. Tuttavia, sono diverse le voci di prodotto in discesa libera: maggio è risultato un mese «nero» per gli elettrodomestici, perfino ventilatori e condizionatori non sono riusciti a spingere il settore. Nel dettaglio, il comparto alimentare risulta negativo sia rispetto ad aprile sia su base annua (-0,5%), con gli acquisti che nella grande distribuzione calano, addirittura, dello 0,8%. E il settore «no food» fa ancora peggio, trainato verso il basso oltre che dagli elettrodomestici, anche dall’ informatica e dalla telefonia. La principale novità di maggio è, però, la rivincita dei piccoli punti vendita, che strappano l’ unico dato positivo del mese (+0,2% in termini tendenziali), contro il deciso calo segnato dalla Grande distribuzione organizzata (-2,1%), con supermercati e discount che restano al palo e ipermercati in caduta (-6,1%). Per i commercianti si tratta di dati critici: Confesercenti sottolinea che «la crisi dei consumi prosegue» e si dice preoccupata per i provvedimenti di liberalizzazione; Confcommercio parla di una qualità della composizione della spesa che peggiora, con risparmi che toccano l’ alimentare. A riguardo le organizzazioni degli agricoltori, con Cia e Coldiretti, confermano la flessione degli acquisti per la tavola. E i consumatori, con il Codacons, avvertono: «Di questo passo, migliaia di esercizi commerciali rischiano di chiudere i battenti entro fine anno».

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