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8 Gennaio 2002

Bufera sui commercianti, prezzi con il trucco

Previste sanzioni a chi arrotonda al rialzo. Le organizzazioni dei consumatori assegnano «premi» a chi doveva informare e non l`ha fatto

Bufera sui commercianti, prezzi con il trucco

Ma Billè contrattacca: «Aspettiamo i dati Istat». Intanto partono i primi ricorsi al Tar

ROMA – Ricorsi al Tar, denunce per pubblicità ingannevole, esposti ai giudici di pace, gogna pubblica per i commercianti che arrotondano con frode. Le associazioni a difesa dei consumatori presentano un lungo, triste, elenco di aumenti mascherati da arrotondamenti. Prezzi con il trucco, in altri termini, che in questi giorni stanno alleggerendo le tasche di molti italiani. «Il cambio da lira a euro costerà più di un milione a famiglia» dice Carlo Rienzi del Codacons che assicura di aver fatto i conti correttamente. Dito puntato contro i commercianti e il governo. Così il ministro Antonio Marzano prende il primo EuroPinocchio d?oro, mentre Sergio Billè, Confcommercio, e Marco Venturi, Confesercenti, si aggiudicano l?EuroGatto e l?EuroVolpe d?argento.
I commercianti però non ci stanno a venir presi di mira e si lanciano al contrattacco accusando le cifre diffuse dai consumatori. «Non si può dire che, per un bar che aumenta il cappuccino, 250mila esercizi pubblici frodano i cittadini. Noi prima di trarre conclusioni aspettiamo i risultati del monitoraggio Istat, saranno noti il 20 gennaio» risponde Sergio Billè, il numero uno della Confcommercio. «Se qualcuno aumenta un modo per combatterlo c?è: cambiare negozio». Lapalissiano.

Ma Billè glissa su un eventuale appoggio alla richiesta di un decreto legge per avere delle sanzioni per chi arrotonda con frode. Poi ammette che il changeover porterà un +0,1-0,2% di inflazione a gennaio (l?aumento globale potrebbe essere dello 0,4%). In mancanza del decreto con le sanzioni, le armi contro gli aumenti sono poche e spuntate. «C?è la pubblica gogna» dice Elio Lannutti, presidente dell?Adusbef.
Una gogna che intanto riguarda un bar di Ladispoli che ha messo il cappuccino a un euro, 1936 lire (costava 1600), il ponte Candiano, a Ravenna, dove il pedaggio costava mille lire e ora sale a 0,70 centesimi (1355 lire). Alla gogna l?aumento della Salerno-Reggio Calabria, da 1800 lire a un euro. Via anche ai boicotaggi e ai ricorsi al giudice di pace (su carta libera, senza avvocato). Boicottaggi delle sale dei Warner Cinema, per esempio, rei di aver portato il biglietto da 14mila lire a 7,50 euro (14mila 522 lire) e quelli ridotti da 8mila lire a 4,5 euro (8mila 713). Ricorso al Tar, poi, contro gli aumenti (fra il 20 e il 40%) delle tariffe dei notai, contro l?aumento del biglietto dei trasporti milanesi. Ricorso per pubblicità ingannevole contro lo spot, pagato dalle banche, di Pippo Baudo sul PagoBancomat. Con le banche ce l?ha anche la Confcommercio. «Erano chiuse nei giorni decisivi». Un lungo elenco di situazioni limite, puntualmente denunciate dai cittadini.

Oggi si riunisce il Comitato euro. All?ordine del giorno la mancanza di tagli di banconote da 5 e da 10 e degli spiccioli per i resti. Su questo però i commercianti hanno forti responsabilità. Per loro erano disponibili un milione e 200mila kit da 315 euro. Ne hanno ritirati solo 200mila. Perché? «Era alta la sanzione prevista (50mila euro) per chi li avesse messi in circolazione prima del dovuto», spiega subito Billè che sgombra così il campo da altre illazioni. L?unico caso di un commerciante che non ha atteso i termini di legge riguarda un commerciante che li usava in una bisca clandestina.

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