8 Gennaio 2002

Botta e risposta tra le sigle dei consumatori e Billè

Botta e risposta tra le sigle dei consumatori e Billè, che punta il dito su tariffe, Abi e Bankitalia
Allarme inflazione a gennaio: +0,4%
Ma Confcommercio respinge le accuse

ROMA ? Il pronostico è: più 0,4% per l?inflazione a gennaio. Ma, attenzione, scaricare questo effetto sul passaggio lira-euro, sugli arrotondamenti rapinosi e su presunti aumenti selvaggi di prezzi al dettaglio, sarebbe un grave errore prospettico. Lo 0,2% di aumento sarebbe dovuto invece «all`incremento delle tariffe dei prodotti oligopolistici», scaricatosi sul paese proprio in concomitanza con l?avvento della moneta unica. E solo un altro 0,1-0,2% sarebbe dovuto all`effetto changeover. La stima, e il distinguo, sono del presidente di Confcommercio, Sergio Billè, che li inserisce in un puntiglioso atto di difesa dei commercianti italiani e del loro comportamento nei giorni della doppia circolazione monetaria.
Billè, beninteso, non pensa affatto a negare i problemi. Ma non ci sta sull?attribuzione delle responsabilità. E nel suo bilancio ne ripartisce una bella fetta tra istituti di credito, la stessa Bankitalia, e sul modo in cui è stata gestita da chi vi era preposto la marcia di avvicinamento italiana al giorno “x“.

Colpa della mancanza di flessibilità di Bankitalia, e della famosa multa da 54 milioni «anche per chi perdeva solo 5 euro prima del 1 gennaio», secondo Billè, se solo duecentomila circa su 1,2 milioni di ?starter kit“, cioè di pacchetti di euro per cominciare a dare i resti nella nuova moneta, sono stati ritirati dai commercianti. Colpa delle banche, aperte solo tre giorni nella prima settimana del 2002, e della loro renitenza, malgrado ciò, a creare in questo periodo una linea di sportelli riservata agli operatori del commercio, se gli esercenti non sono riusciti ad aumentare le loro riserve in euro anche dopo Capodanno. Colpa, infine, di una campagna pubblicitaria istituzionale fin troppo ottimista e pacioccona se gli italiani hanno creduto davvero di non dover andare in banca a cambiare le lire, ma di poter usare il negozio sotto casa «come un vero e proprio cambiavalute», con una pioggia di piccole spese fatte con biglietti (in lire) di grosso taglio.

Billè, infine, che oggi incontrerà il Comitato euro del ministero per l?Economia, a cui chiederà sostanziosi correttivi in corsa, non risparmia critiche alle associazioni dei consumatori che in mattinata, ieri, avevano fornito le loro stime su quanto e come il changeover abbia portato ad aumenti di prezzi, e che avevano quindi assegnato al ministro per le Attività produttive Antonio Marzano un ironico premio ?Europinocchio d?oro“. «Se vi sarà quell?aumento dell`inflazione – insiste Billè – questo non sarà dovuto ai prezzi, ma a tutto quel che intorno ad essi (cinema, Rc auto, Lotto e concorsi pronostici, canone tivù, autostrade) è aumentato in modo considerevole. L`Istat il 20 gennaio farà chiarezza su questo». E il numero uno di Confcommercio aggiunge: «È chiaro che in una categoria numerosa come la nostra ci possano essere dei furbi. È fisiologico. Ma è distorsivo, fonte di turbative al mercato, e quindi alla lunga un boomerang per gli stessi consumatori, raccontare che se il caffè in un certo bar è aumentato in un certo modo, o un esercente ha arrotondato in modo poco trasparente, la cosa è avvenuta in tutti gli esercizi dello stesso tipo, e viene poi usata per ricavare medie nazionali prive di ogni attendibilità statistica. Se c?è un negoziante disonesto, la difesa è cambiare negozio. Non criminalizzare una categoria».

Di tutt?altro avviso, ovviamente, le associazioni di tutela dei consumatori. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori avevano presentato in mattinata una lista di rincari nutritissima e pesante. Esempi: 200 lire per l?aspirina, 450 su 1.500 per il biglietto del metrò a Milano, il 30% medio su cappuccino e caffè, il 45% sul gratta-e-vinci e quasi il 100% per la giocata minima del Lotto, il 5% sui biglietti dei musei e il 20%, con punte del 40%, sulle tariffe dei notai. Fino a citare sull?affollatissimo banco delle categorie imputate di euro-profitti indebiti anche le professioniste del sesso, le cui tariffe per le prestazioni ?da strada“ sarebbero, secondo il Codacons, aumentate del 16% per chi le remunera in euro. E la stima finale delle associazioni – al netto, ovviamente, dell?amore a pagamento – è per un aumento dell?inflazione che ha come pavimento lo 0,4% previsto da Billè, ma come tetto un ancor più allarmante +0,7%.

    Aree Tematiche:
  • EURO
Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox