22 marzo 2018

Bollette telefoniche, l’ aumento delle tariffe costerebbe agli utenti 2 miliardi di euro

 

Quanto costerebbe agli utenti italiani l’ aumento delle tariffe dell’ 8,6% deciso dalle compagnie telefoniche e sospeso ieri dall’ Antitrust? Circa due miliardi di euro all’ anno, secondo le stime fatte dal Codacons. I dati arrivano dall’ associazione dei consumatori che ha elaborato il danno economico subìto dai cittadini in caso di applicazione dei rincari tariffari previsti per aprile. Secondo Codacons, tra telefonia fissa, mobile e internet, l’ aumento contemporaneo delle tariffe dell’ 8,6% annunciato dagli operatori avrebbe un impatto di circa due miliardi di euro su base annua a danno delle tasche degli utenti. Bollette telefoniche a 28 giorni: i rimborsi per gli utenti Si tratta – spiega l’ associazione – di una maggiore spesa annuale in media pari a 83,3 euro a famiglia, “introdotta dalle compagnie telefoniche per far fronte ai minori introiti finora garantiti dalle fatturazioni a 28 giorni”. “L’ Antitrust, accogliendo la denuncia del Codacons che aveva ipotizzato in un formale esposto l’ esistenza di un cartello anti-concorrenza tra operatori, ha sospeso ieri questo abnorme danno per le tasche dei consumatori, bloccando i rincari tariffari – afferma il presidente Carlo Rienzi -. Resta tuttavia in sospeso la questione dei rimborsi spettanti agli utenti per le fatturazioni fuorilegge a 28 giorni, indennizzi che, in base ai calcoli del Codacons, ammontano a complessivi 500 milioni di euro a partire dal 23 giugno 2017, data in cui l’ Agcom dichiarò l’ obbligatorietà della bolletta mensile. Questione sulla quale i consumatori attendono risposte precise”. Bollette telefoniche: sospesi i rialzi decisi da Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre Come vi spiegavamo nel dettaglio ieri , nella riunione del 21 marzo scorso l’ Autorità Antitrust ha deliberato l’ adozione di misure cautelari nell’ ambito dell’ istruttoria avviata lo scorso febbraio per accertare la sussistenza di un’ intesa tra TIM, Vodafone, Fastweb e Wind Tre che, tramite l’ associazione di categoria Assotelecomunicazioni – Asstel, avrebbero coordinato la propria strategia commerciale connessa alla cadenza dei rinnovi e alla fatturazione delle offerte sui mercati della telefonia fissa e mobile, a seguito dell’ introduzione dei nuovi obblighi regolamentari e normativi introdotti dall’ articolo 19 quinquiesdecies del D.L. n. 148/2017 (convertito dalla L. n. 172/2017). Lo comunica l’ autorità garante della concorrenza sul mercato deliberando una “sospensione cautelare” dei rialzi delle bollette telefoniche decisi dagli operatori dopo l’ obbligo del ritorno della fatturazione mensile, invece della fatturazione a 28 giorni. Bollette telefoniche: sospesi i rialzi decisi da Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre Fatturazione mensile telefonica: bloccati i rialzi L’ Autorità garante della concorrenza sul mercato ha ritenuto che la documentazione acquisita durante le ispezioni confermi prima facie l’ ipotesi istruttoria secondo cui le parti avrebbero comunicato, quasi contestualmente, ai propri clienti che la fatturazione delle offerte e dei servizi sarebbe stata effettuata su base mensile anziché su quattro settimane, prevedendo, al contempo, una variazione in aumento del canone mensile per distribuire la spesa annuale complessiva su 12 mesi, invece che 13. Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb tornano alla fatturazione mensile: cosa cambia Pertanto, al fine di evitare il prodursi, nelle more della conclusione del procedimento, di un danno grave e irreparabile per la concorrenza e, in ultima istanza, per i consumatori, l’ Autorità ha adottato misure cautelari urgenti intimando agli operatori di sospendere l’ attuazione dell’ intesa oggetto di indagine e di definire la propria offerta di servizi in modo autonomo rispetto ai propri concorrenti. Rialzi per il ritorno alla fatturazione mensile Il provvedimento nasce dopo l’ esposto delle associazioni dei consumatori che a fine gennaio avevano denunciato aumenti in bolletta generalizzati fra gli operatori dell’ ordine dell’ 8,6%, verificatosi dopo lo stop alla fatturazione a 28 giorni. L’ Autorità Antitrust ha per questo aperto un provvedimento per verificare la sussistenza di un’ intesa fra gli operatori e la documentazione acquisita durante le ispezioni sembrerebbe confermare l’ ipotesi.